mercoledì 5 settembre 2012

Cosa succede sul Pollino?

La sequenza sismica del Pollino continua, con oltre 2000 scosse sopra magnitudo 1 e ormai centinaia avvertite dalla popolazione.
Coeme si vede nel grafico qui sotto, la sequenza di Novembre-Dicembre era stata caratterizzata da un numero di scosse per giorno che si era mantenuta più o meno costante.
La scossa più forte a Maggio era stata seguita da una diminuzione del numero di scosse per unità di tempo come accade per i mainshock (scosse principali) seguite dagli aftershocks (scosse di assestamenti) e come sta accadendo in Emilia.
La ripresa di attività di Agosto sembrava assomigliare come evoluzione a quella di Maggio, con un tasso di eventi in calo, ma in questi ultimi giorni il numero di scosse per giorno è tornato a salire assomigliando maggiormente alle fase di attività dello scorso Novembre.



giovedì 30 agosto 2012

Domande sulla comunicazione del rischio sismico

Sono una studentessa del master in Giornalismo e Comunicazione Istituzionale della Scienza dell’Univeristà di Ferrara e sto scrivendo un articolo sulla comunicazione del rischio sismico. 
Vorrei porle alcune domande:
– puo’ la comunicazione mitigare il rischio sismico ed evitare quindi la perdita di vite umane, e come?

La consapevolezza dei rischi e la conoscenza dei comportamenti da adottare prima, durante e dopo una calamità sono l'unico modo per evitare che un evento naturale estremo si trasformi in catastrofe

- com’è gestita la comunicazione del rischio sismico in Italia e in altri Paesi a rischio? Quali sono le principali differenze?

All'estero esistono strutture molto più organizzate e soprattutto molto più finanziate, tipo lo SCEC Communication, Education and Outreach project.
In Italia esiste da tempo un progetto per le scuole  e dall'anno scorso è iniziata in via sperimentale una campagna di informazione alla popolazione basata sull'impiego di volontari che quest'anno porterà ad almeno 100 incontri in piazza.

- esistono delle linee guida/best practices per la comunicazione del rischio sismico nei confronti dei cittadini e della stampa?

No.

– i social media possono costituire uno strumento valido per questo tipo di comunicazione e in che modo?

Sì, se usati bene da professionisti e ricercetori che comunicano correttamente notizie attendibili.
No, se danno troppo spazio a catastrofisti e propalatori di leggende urbane.

- cosa si fa oggi in termini di educazione/comunicazione nelle zone più a rischio in Italia (Calabria, Basilicata, Campania, ecc.)?

Queste zone sono state e saranno interessate dalla campagna nazionale Terremoto:Io non rischio. Durante la sequenza sismica sul Pollino si è tentato un esperimento di  comunicazione in emergenza i cui risultati sono stati recentemente presentati ad un convegno in un poster visibile qui.

- cosa è stato fatto e cosa non ha funzionato a suo avviso nella comunicazione durante il terremoto de L’Aquila e quello in Emilia? In che modo secondo lei la comunicazione potrebbe essere migliorata?

Credo che la comunicazione sul rischio sismico debba passare per il riconoscimento del fatto che quello da cui dobbiamo proteggere e su cui dobbiamo informare la popolazione sono le conseguenze del terremoto. Anni di esperienza mi fanno sospettare che complesse nozioni di tettonica e sismologia sulle sorgenti dei terremoti o la propagazione delle onde non servono alla popolazione per salvarsi quanto semplici messaggi su dove e come sia meglio costruire le proprie abitazioni, cosa possono  fare le moderne tecnologie per identificare le aree e gli edifici più a rischio, come intervenire per ridurre il rischio.

giovedì 23 agosto 2012

Ancora alta la "febbre sismica" del Pollino

Lo sciame sismico del Pollino continua a mutare aspetto rendendo difficile il confronto con quanto accaduto in precedenza. Dopo la scossa principale del Maggio scorso, il numero di eventi era rapidamente diminuito. Dopo la scossa di 3.7 del giorno 20 c'è stato un analogo accenno di diminuzione del tasso giornaliero di eventi, ma oggi c'è stata una impennata nel numero di terremoti che ha fatto nuovamente risalire il tasso di attività.


lunedì 20 agosto 2012

Ancora sismi sul Pollino

Da ieri sera la sequenza sismica sul Pollino ha subito una nuova variazione, con uno sciame più a Sud dei due fuochi della sequenza finora attivati. La scossa principale di questa nuova sequenza è stato un 3.7 preceduto e seguito da numerosi eventi di magnitudo superiore a 2 ed oltre 150 registrati da INGV.
Le due figure sotto mostrano la nuova sequenza (in rosso) e la sismicità dei due anni precedenti (in arancione) ed il grafico del numero delle scosse in 24 ore, che per la prima volta ha superato 100.




giovedì 16 agosto 2012

Il fracking sbarca su Nature

Il blog di Nature ha aperto una interessante discussione sulla relazione tra reiniezione post-fracking e sismicità, partendo dall'articolo di un ricercatore americano che sostiene come fino ad ora ci sia stata una sottovalutazione del problema dovuto alla mancanza di dati disponibili.
L'articolo, disponibile a questo link è consigliabile anche, per la foto che lo illustra, a tutti coloro che pensano che una operazione di fracking o reiniezione si possa impostare di nascosto di notte in un cortile.

domenica 15 luglio 2012

Terremoti profondi e tsunami

In risposta a Roberta che chiede:
"Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa del terremoto del 12/07 di magnitudo 4 a 479 km di profondità vicino Ischia. Non avevo mai visto terremoti a una tale profondità. Può esserci una relazione fra quel terremoto e questo fenomeno  ? Il terremoto però è avvenuto alle 23.25 della sera, il fenomeno è stato rilevato la mattina dopo."

I terremoti profondi sono un fenomeno comune e caratteristico del Tirreno Meridionale. Di quelli più profondi di 100 km, se ne registrano oltre un centinaio l'anno, come si vede dall'immagine qui sotto.
Ovviamente i più profondi sembrano anche i più forti (stelline), perchè è difficile registrare eventi piccoli a così grande distanza.
Per generare uno tsunami è necessario uno spostamento permanente del fondale (una frana, una eruzione vulcanica o una faglia che raggiunge la superficie). Un evento a quella profondità non può dare effetti diretti sul fondale marino.
Inoltre, come è correttamente riportato anche sul sito della Protezione Civile, il fenomeno di onda anomala si è verificato prima del terremoto, nella mattina del giorno 12.
Come si vede nella immagine qui sotto, elaborata dai dati pubblici del  servizio mareografico, il fenomeno è stato particolarmente intenso prima ad Anzio  e successivamente a Marina di Campo e Ponza, mentre appare trascurabile nelle altre stazioni di rilevamento.
  

martedì 3 luglio 2012

Puteometria (ovvero terremoti e pozzi)

Per chi mi ha chiesto un articolo in italiano che sostituisca quello in inglese citato in un mio precedente post, allego questo vecchio lavoro sulle origini degli studi scientifici in Italia sulla correlazione tra terremoti e livello dei pozzi.


Caldo e Terremoti, CO2 e galline

In questi giorni di gran caldo torna di attualità il problema del cambiamento climatico e dei gas a effetto serra. Cosa c'entrano i terremoti? Quelli naturali molto probabilmente nulla, ma sono quelli indotti a preoccupare. Negli USA è appena stato pubblicato un articolo  di Mark Zoback, noto e rispettato geofisico della Stanford University, che pone seri dubbi sulla effettiva possibilità che lo stoccaggio di anidride carbonica (CO2)  nel sottosuolo sia una soluzione praticabile a causa della sismicità che si andrebbe ad attivare. Traduco le conclusioni per chi non si vuole leggere tutto l'articolo:
"Nonostante il suo enorme costo,  la cattura e stoccaggio del carbonio (CCS) su larga scala è considerata una strategia praticabile per ridurre significativamente le emissioni di CO2 associate a   centrali di energia elettrica a carbone ed altre fonti industriali di CO2. 
Noi sosteniamo che vi è un'alta probabilità che i terremoti verranno attivati dalle iniezione di grandi volumi di CO2 nelle rocce fragili che si trovano comunemente in ambienti continentali. Poiché anche terremoti di piccole e  medie dimensioni minacciano l'integrità della tenuta dei depositi di CO2, in questo contesto, la CCS su larga scala è una strategia rischiosa, e probabilmente senza successo per ridurre significativamente le emissioni di gas a effetto serra."
In Italia la ricerca in questo settore segna il passo. La pagina dell'INGV dedicata alla CCS non fa menzione della possibilità che tale tecnica induca sismicità.
In compenso il più diffuso quotidiano nazionale dedica una pagina ad un confuso potpourri di aneddoti pre- e post-sisma, dove apprendiamo tra l'altro che: "le emissioni del gas radon, di cui tanto si parlò nel 2009 dopo il terremoto dell'Aquila, non sarebbero state di nessun aiuto in Emilia Romagna, il cui sottosuolo è privo di elementi di origine vulcanica" e che "la temperatura del terreno ha raggiunto i 50 gradi". 
Peccato che proprio in Emilia-Romagna si siano raccolti i dati di un articolo sulle variazioni pre- e post-sismiche del radon già nel 1994, e che il sistema di monitoraggio dei dati idro-meteo della Regione Emilia-Romagna non evidenzi anomalie di temperatura che con il terreno a 50° (!!) dovrebbero essere notevoli.
Giusto come curiosità: l'idea di una sistematica misurazione del livello dell'acqua dei pozzi per prevedere i terremoti era stato proposto in Emilia, a Poretta Terme, già nel 1800 come racconta questo articolo.