domenica 20 maggio 2012

Il terremoto in Emilia, il fracking, lo stoccaggio gas

Oggi circola su alcuni blog la notizia che il terremoto in Emilia sia dovuto a operazioni di fracking, ovvero a fratturazione idraulica di rocce poco permeabili ricche in petrolio.
 La notizia è falsa per due motivi 1) non ci sono operazioni di fracking attive in Italia 2) ad indurre terremoti non è tanto la pratica del fracking quanto la reiniezione delle acque reflue utilizzate per la fratturazione (si veda questo recente articolo su di un esempio negli USA).
Nella zona è certo che non ci siano operazioni di fracking dato che ci sono comitati di cittadini molto vivaci ed attenti che si battono contro la realizzazione di un impianto di stoccaggio gas.
Questo era il vero problema: nonostante la faglia fosse stata individuata dall'INGV oltre 10 anni fa (vedi link nel post precedente), alcuni "negazionisti" di cui taccio il nome sostenevano in un rapporto redatto per il proponente dello stocaggio che il problema era secondario o inesistente. Cito testualmente: "Per quanto riguarda il terremoto del 22 febbraio 1346 di M 5.8, localizzato dal catalogo CPTI proprio sull’anticlinale di Mirandola e che erroneamente potrebbe essere attribuito proprio all’attivazione di questa struttura, in realtà bisognerebbe considerarlo ancora incertae sedis ... Il problema che rimane aperto riguarda il comportamento sismogenetico della struttura, poichè la sorgente non è associata ad alcun terremoto storico o strumentale. Può veramente generare terremoti di magnitudo attesa sulla base delle sue dimensioni? Oppure si muove asismicamente?".
Ironicamente, la Regione Emilia Romagna aveva ribadito la sua contrarietà allo stoccaggio con una delibera di pochi giorni fa. Si spera che ora non ci siano più dubbi sulla attività dell'anticlinale della bassa modenese e della possibilità di avere liquefazioni del suolo (un problema per le condotte a pressione che si volevano installare).
E' anche auspicabile che questo terremoto porti ad un ripensamento circa le proposte di stoccaggio gas coincidenti con altre anticlinali sismicamente attive come Soncino nel cremonese e Monte Netto nel bresciano.

48 commenti:

  1. Vivo a Soncino e spero veramente che queste scosse facciano rinsavire chi ha promosso lo stoccaggio di Gas sotto il mio territorio che, peraltro, è una delle zone più sismiche della Lombardia.
    Prof, non potrebbe preparare o linkarci un articolo dove spiega tutte le buone ragioni per evitare di realizzare quello stoccaggio?
    Magari evidenziando la profondità dell'ipocentro con la profondità dello stoccaggio in progetto.

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  2. Qui naturalmente non si sta parlando di sismicità indotta, che pure può essere un problema, ma di sismicità ATTIVATA che è un po' più "fastidiosa".

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  3. Terremoti Earthquakes can be FORECASTED by THREE ways (Ikeya, Khalilov, Efthimiu), and AVERTED: http://www.mediafire.com/download.php?37yp537u1v3q0r3

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  4. Gentile professore. Lei insegna in Basilicata. Ma non ho sentito o letto le sue autorevoli posizioni per quanto riguarda il rischio sismico per le estrazioni petrolifere in Basilicata, notoriamente area a rischio sismi, di cui si parla molto poco.In Val d'Agri vi sono le cosiddette reinezioni di acqua nei pozzi in alcuni pozzi nel territorio di Montemurro e Grumento. Potrebbe indicarmi suoi articoli o interventi in proposito?. Grazie.

    Un attento e informato lettore.

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  5. Conosco il problema di Montemurro per avere seguito per conto della regione il procedimento di VIA oltre 10 anni fa. La differenzza principale tra Montemurro o Ferrandina da un lato e Rivara, Soncino e Capriano dall'altro è che per le prime due il petrolio è ancora presente o il gas comunque c'era, memtre per le altre la reiniezione avverrebbe in zone dove i fluidi non erano presenti. Questo significa che in un caso si introducono variazioni limitate di pressione o addirittura si ripristina la situazione pre-esistente allo sfruttamento, mentre nell'altro le conseguenze sono molto meno prevedibili.
    Altra differenza è che in Basilicata non viene negata da ENI la possibilità di indurre sismicità, ed è prevista una compensazione a ivello locale (i fluidi reiniettati comportano una frazione delle royalties per barile estratto) mentre in pianura Padana molte compagnie negano la possibilità di indurre sismicità e non propongono compensazioni alle comunità.
    Esiste un lavoro di colleghi dell'INGV che mostrano come in Val d'Agri ci sia una limitata sismicità indotta dalla reiniezione a Montemurro ed una molto maggiore causata dalle variazioni del livello d'invaso del bacino idrico del Pertusillo: http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/j.1365-246X.2009.04166.x/full

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    1. Come può una attività di pompaggio di fluidi provocare un sisma la cui energia è svariate volte superiore a quella rilasciata dalla bomba di Hiroshima ?
      Posso capire che abbia effetti sismici localizzati, ma il terremoto di lunedì è stato avvertito dalle marche a Trento! Non basterebbe questo per smentire la tesi della rivelazione?

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    2. Naturalmente volevo scrivere trivellazione non rivelazione :-(

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    3. interessante lapsus freudiano, dato che la rivelazione, lo svelamento, in greco è l'etimo di apocalisse.

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  6. Lei è certo che in Italia il fracking non è mai stato utilizzato? Conosce i piani ingegneristici delle ditte edite alla perforazione come Halliburton? Lei saprà che la Regione Basilicata ha autorizzato il pozzo di reinezione ENI a Grumento, proprio su una faglia sismica attiva. L'Università di Basilicata su questa cosa non ha detto niente. http://www.olambientalista.it/petrolio-e-rischio-sisma/

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    1. Veramente circa la sismicità indotta da attività petrolifere in Val d'Agri mi ricordo di avere scrito una mezza pagina per la Gazzetta del Mezzogiorno nel 1999 o 2000. Tra l'altro a dicembre ci sarà a Potenza una conferenza internazionale alla quale è stato invitato uno dei maggiori esperti americani di sismicita indotta. Non credo che il pozzo di Grumento sia sulla faglia del 1857, che manifesta la sua capacità di raggiungere la superficie in altri luoghi della Val d'Agri come la polla naturale di petrolio sorgivo in agro di Tramutola. Per quanto possa suonare sgradevole, al momento l'idroelettrico genera molta più sismicità indotta in Val d'Agri di quanto non facciano le attività petrolifere.
      Infine, quanto al fracking in Italia, le confermo che allo stato attuale non ci sono attività in corso. Un impianto per il fracking non è una cosa che si nasconde sotto il tappeto, non fosse altro che per i milioni di metri cubi d'acqua necesari e che devono poi essere trattati e smaltiti.
      L'elenco delle VIA in corso o concluse di recente è disponibile al sito http://www.va.minambiente.it/provvedimenti/provvedimentivas-via/elencoprovvedimentivia.aspx , e non ci sono richieste per fracking.

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  7. Mauro Belviolandi21 maggio 2012 16:32

    gent.professore, se non ho capito male in una sua conferenza a Soncino, lei sostiene che la bassa magnitudo della microsismicità indotta (ad esempio da un impianto di stoccaggio gas) non significa basso pericolo per le infrastrutture in loco in quanto, essendo la sorgente vicina, i suoi effetti potrebbero comunque essere dannosi, sia pure solo localmente. Le pongo dunque due quesiti:
    1) poichè la magnitudo è per definizione il logaritmo dell’oscillazione del terreno (in micron) misurata a 100 km dall’epicentro, non ritiene che in questi casi questa grandezza non debba essere neppure presa in considerazione (perché fuorviante) quando si vogliano mostrare i pericoli della sismicità indotta?
    2) Anche in caso di sismicità naturale, perché non usare per i media il parametro PGA (peak ground acceleration, ovvero massima accelerazione del suolo)? Si avrebbero indubbi vantaggi: il parametro è direttamente proporzionale alle forze che sollecitano l’insieme terreno-struttura e inoltre non è affetto da una relazione logaritmica che falsa, a prima vista, la confrontabilità delle energie in gioco; inoltre poichè il territorio italiano è stato suddiviso in zone (sia pure parzialmente superate dalle NTC08) in funzione proprio della PGA su suolo roccioso (fino a 0.05g molto bassa, fino a 0,15 g bassa, 0,25 g media, 0,35 g alta) sarebbe molto più facile fare dei confronti comprensibili subito da tutti e nello stesso tempo attendibili. Per esempio se si dicesse che per l’impianto di Romanengo non possono escludersi PGA indotte dell’ordine di 0,35g, tutti capirebbero che c’è da spaventarsi, se invece si prevedesse 0,01 g staremmo tutti tranquilli., e comunque avremmo ben chiaro in mente le dimensioni del problema, tutto questo senza doverci troppo spremere.
    La ringrazio molto per l'attenzione
    Mauro Belviolandi
    ing.mauro@studiobelviolandi.it

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  8. Quello che lei propone è esattamente quello che si fa in paesi UE che già hanno una normativa in materia di sismicità indotta (Olanda) o se ne stanno dotando (Polonia).
    In Italia al momento non si ammette nemmeno che la sismicità indotta esiste, figurarsi il modo migliore per misurarla...

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    1. Ciao Marco è esattamento quello che successe a noi 12 anni fa........
      Ostruzionismo a manetta.....

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  9. Bisognerebbe che la Regione e gli enti locali prima di autorizzare le perforazioni petrolifere chiedessero alle compagnie i piani ingegneristici.

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  10. Anche il sito della compagnia petrolifera stesso è complottista!!! :O

    http://www.aleannaresources.com/portfolio

    Incredibile! Hanno messo pure una pianta con segnato dove fanno le trivellazioni solo per raccontare bufale sul proprio conto!
    Sti petrolieri complottisti!

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  11. ma guardate questi, cosa non farebbero per finire sulla bocca dei complottisti! Si vantano pure di avere i permessi per le trivellazioni, dicono che la pianura padana è interessante per la produzione di petrolio, fanno gli sboroni e poi manco trivellano! U_U
    http://www.aleannaresources.com/it/node/73

    Oh… ma se lo dice nel suo blog.. aspettate che non mi ricordo il nome si insomma quel fisico famoso...., senza dubbio è una garanzia!
    Dobbiamo fidarci del nostro maino Marco, mica di quelli della compagnia petrolifera Ale Anna Resources… che fanno tanto i ganzi millantando permessi qua e là, e poi sono pure inattivi.. bah.. che gente!

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    1. I permessi sul sito citato sopra sono permessi di ricerca (tra le altre cose anche piuttosto datati). La ricerca non viene fatta trivellando (costa troppo) ma con prospezioni geofisiche dalla superficie. I permessi di estrazione attivi (dove effettivamente si trivella) sono quelli sul sito di Minambiente. Gli orizzonti geologici di cui si parla nel sito AleAnna sono quelli di estrazione tradizionale del petrolio e del metano (calcari, torbiditi) e non quelli a bassa permeabilità dove all'estero si usa il fracking. Gridare in continuazione al lupo non aiuta chi ha veramente problemi.

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    2. Che pazienza che hai......

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    3. Veramente chi grida al lupo è la Regione, visto il libro sulla nuova "identità petrolifera lucana" che hanno chiamato Lucantropi..

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  12. Una comunità dovrebbe decidere del suo futuro senza dovere invocare presunte ragioni "tecniche". Alla fine degli anni novanta in Basilicata molti amministratori e cittadini hanno deciso di accettare compensazioni in cambio dello sfruttamemento petrolifero, anche alla luce del sole in assemblee pubbliche per i VIA. La scelta può essere rivista ma non sulla base di motivazioni pseudoscientifiche.
    In un caso come quello di Rivara ho fatto presente alla provincia di Modena che lo stoccaggio avrebbe intereferito con una faglia attiva, il che è un fatto dimostrabile e purtroppo dimostrato. Piaccia o no, è altrettanto un fatto che negli ultimi 10 anni in Val d'Agri ha indotto molta più sismicità nostra sora acqua (umile et pura et casta) che non l'estrazione petrolifera. Se si vuole partire da un assunto e dimostrarlo a tutti i costi, allora la scienza e la tecnica non servono. Se si vuole invocare l'inesistente fracking come causa del terremoto del Modenese, si possono allo stesso modo invocare i Maya, gli UFO, le eclissi anulari, le antenne di HAARP, il 7° sigillo e mezzo dell'Apocalisse, i segreti di Fatima, la Madonna di Medjugorje e financo la Madonna del 49 smarmittato (crf. Sardelli, Il Vernacoliere, 1995).
    Per Fioba: mica tanta pazienza...

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  13. I dati di sismicità rilevati dalla centralina nei pressi del pozzo di reinezione Costa Molina 2, al quale lei ha affermato di aver dato il suo contributo nell'ambito della VIA, non sono stati mai resi noti dalla Regione Basilicata. In un suo studio lei parla chiaramente di sismi locali causati dalle estrazioni petrolifere in Val d'Agri (lo ha detto in suoi interventi sugli stoccaggi di gas nel nord Italia riferendosi alla Val d'Agri). Le chiedo qual'è il suo pasrere sulla situazione attuale in Val d'Agri, considerato che il Dott. Lapenna, direttore della sede del CNR di Tito, ha affermato in un recente convegno che esistebbe uno studio commissionato a questo organismo sulla sismicità indotta dall'attivià petrolifera in Val d'Agri. Eminenti studiosi come il Prof L.Seeber (studia la sismicità del Pollino e la subsidenza a Crotone) e di recente anche il prof Ortolani hanno ribadito la stessa cosa riferendosi alla Val d'Agri, evidenziando la presenza di faglie attive che potrebbero essere sollecitate dalle attività petrolifere. Le chiedo infine di conoscere cosa pensa del pozzo di reinezione Monte Alpi 9 Or Deep, nel territorio di Grumento, considerato la possibile interferenza di questo pozzocon il circuito dell'acqua e sulla sismicità. La ringrazio per l'attenzione. Un attento lettore.

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    1. All'indirizzo http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/j.1365-246X.2009.04166.x/full c'è il riassunto del lavoro che dimostra come la sismicità indotta dal pozzo di reiniezione di Montemurro sia una frazione di quella indotta dalla Diga del Pertusillo. Non posso postare il lavoro intero per ragioni di copyright, ma se me lo chiede all'indirizzo marco.mucciarelli@unibas.it le invio una copia.
      Comosco benissimo le attivita del CNR-IMAA visto che partecipo al progetto, che però è appena partito e non ha ovviamente conclusioni da condividere.
      La domanda fondamentale che ogni abitante della Val d'Agri dovrebbe porsi è: la mia abitazione è a norma rispetto alla pericolosità sismica di normativa per questa zona? Sarebbe già un grande passo di consapevolezza. La sismicità indotta non deve essere una scusa per evadere gli oblighi posti dalla sismicità naturale.

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  14. Buongiorno professore, sono un giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno che è interessato alle dinamiche estrattive in Basilicata. Ho letto ciò che afferma e vorrei alcune delucidazioni in dettaglio. Lei ha postato un link, il http://srl.geoscienceworld.org/content/83/2/250.extract, nel quale si dice convinto che è la reiniezione di acque reflue di scarto ad alta pressione a poter generare sismicità rispetto al fracking che tra l'altro è vietato in Italia. E poi, mi pare che in generale minimizza il rischio sismicità indotto dalle attività estrattive in Basilicata. Ma a Grumento Nova, non è previsto un pozzo di reiniezione lungo la faglia sismica del terremoto del 1857? O c'è differenza con la reiniezione in America rispetto alla Val d'Agri?
    La mia seconda domanda è: non ritiene che in ogni caso le società minerarie dovrebbero rendere pubblici i piani ingegneristici dei singoli pozzi, in tal modo ogni cittadino potrebbe verificare cosa si incontra e come si opera nel nostro sottosuolo? E non ritiene, essendo il sottosuolo di proprietà pubblica, che la Regione Basilicata debba chiedere i piani ingegneristici a prescindere da ogni cosa, ma anche a dimostrazione dell'indipendenza del loro agire?
    Terza domanda - Devono essere i cittadini ad avere le case a norma antisismica attuale (anche quelle medioevali dei nostri centri storici) o deve essere l'attività estrattiva a dover essere ad assenza di rischio in area abitata?
    Quarta e ultima domanda - In quanti Paesi occidentali si perfora in aree abitate e in bacini idrici di profondità come la Basilicata? E lei, perforerebbe in un territorio così pieno di parchi, acqua e terra buona da coltivare?

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  15. mi presento meglio, sono Enzo Palazzo (ho visto che le domande il sistema le ha postate solo col mio nome di battesimo)

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  16. Andiamo per ordine

    1)a Grumento Nova, non è previsto un pozzo di reiniezione lungo la faglia sismica del terremoto del 1857? O c'è differenza con la reiniezione in America rispetto alla Val d'Agri?

    La differenza è che a Grumento verrano reimmessi nel giacimento dei reflui che costituiscono un frazione del petrolio estratto, mentre i reflui del fracking sono una quantità molto maggiore per barile di petrolio estratto che viene reiniettata a pressione al di sotto del giacimento.

    2) I progetti sono pubblici e sottoposti alla procedura di VIA. Il Ministero dell'Ambiente deibera sentiti tutti gli interessati ed oltre alla Regione ed al Comune qualsiasi cittadino può formulare osservazioni. La reiniezione di Grumento avverrà in un pozzo originariamente pensato per la produzione ed autorizzato con Decreto VIA n.3805 del 16/06/1999 scaricabile al link
    www.minambiente.it%2Fexport%2Fsites%2Fdefault%2Farchivio%2Fallegati%2FDecreti_VIA%2F1999_3805.pdf&ei=PAfAT56lHsnpOZKGzOUJ&usg=AFQjCNH1FaZf3BlVvBAH8eBQloaDD1MqcA&sig2=7lK0J_LABHZ5oqfSwCxs5Q.
    La vicenda dello stoccggio in acquifero di Rivara nasce dal parere negativo di provincia prima e regione poi circa la realizzazione dell'impianto.

    3) Devono essere i cittadini ad avere le case a norma antisismica attuale (anche quelle medioevali dei nostri centri storici) o deve essere l'attività estrattiva a dover essere ad assenza di rischio in area abitata

    La Val d'Agri è una delle aree a più elevato rischio sismico d'Italia, basti pensare al terremoto di magnitudo 7 del 1857. Le case è le infrastrutture devono essere tutte a norma antisismica. Sarebbe un errore gravissimo trastullare i cittadini nell'idea che possono evitare di costruire o ristrutturare a norma sismica perchè tanto l'occorrenza del terremoto dipende da altri. In zona sismica le abitazioni e tutti gli edifici strategici devono essere adeguati senza se e senza ma. Poi magari si può discutere se un ottimo uso delle royalties non potrebbe essere proprio quello di mettere in sicurezza il territorio, le abitazioni e le infrastrutture.

    4) In quanti Paesi occidentali si perfora in aree abitate e in bacini idrici di profondità come la Basilicata? E lei, perforerebbe in un territorio così pieno di parchi, acqua e terra buona da coltivare?

    Putroppo esistono molte aree più sfruttate della Basilicata in presenza di densità antropiche anche molto maggiori. A me non spetta nessuna decisione, ma vorrei rammentare che sono stato presente ad almeno due udienze pubbliche di VIA (Montemurro e Corleto Perticara) dove ho visto le popolazioni ed i politici che le rappresentavano essere piuttosto condiscendentia fronte delle promesse compensazioni. Se nel frattempo si è cambiato idea, si faccia una scelta politica senza scomodare un paravento tecnico scientifico. Altrimenti, se si vuole eliminare la maggiore causa di sismicità indotta nell'area bisognerebbe svuotare il lago del Pertusillo.

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    1. Se può cortesemente specificare meglio tre sue risposte alle domande precedenti (proporrò questa intervista alla Gazzetta)
      La prima mia domanda sulla sismicità possibile con la reiniezione al pozzo Alpi 9 or di Grumento Nova, non era in relazione al Fracking, ma specifica sulla pratica della reiniezione di liquidi ad alta pressione in profondità, come dovrebbe accadere per il pozzo Alpi 9 or, che è situato lungo la faglia sismica del terremoto del 1857. Non ritiene che questa pratica possa "anticipare o ritardare i terremoti" in Val d'Agri, come ebbe a dire il sismologo americano Leonardo Seeber in una precedente intervista alla Gazzetta?
      Seconda integrazione di domanda - La VIA, valutazione di impatto ambientale contiene studi piezometrici e rende pubblici gli strati del sottosuolo che la trivella attraversa? Perché i piani ingegneristici che si chiedono in sostanza riguarda la conoscenza della stratificazione che incrociano le trivelle.
      terza integrazione di domanda - Può elencare le regioni occidentali abitate e con risorse idriche del sottosuolo dove si perfora? Le faccio presente che secondo chi si oppone a trivellare in Basilicata, citano ad esempio lo Stato di New York, il Michigan, il Minnesota eccetera. Intorno ai grandi laghi del Niagara, ad esempio, area grande quanto l'Adriatico,è vietato trivellare pur in presenza di ingenti quantitativi di petrolio nel sottosuolo.
      Le aggiungo una domanda nuova - Lei farebbe trivellare nel bel mezzo di decine di sorgenti del fiume Agri, tra i monti di Marsico Nuovo?

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  17. 1) ... il pozzo Alpi 9 or, che è situato lungo la faglia sismica del terremoto del 1857. Non ritiene che questa pratica possa "anticipare o ritardare i terremoti" in Val d'Agri...

    Vorrei avere la stessa certezza circa l'ubicazione della faglia del 1857. In realtà nella letteratura scientifica si confrontano due ipotesi antagoniste, nessuna delle quali ha fornito al momento una prova decisiva, e che propongono come ubicazioni alternative il versante Volturino-Monte di Viggiano o i monti della Maddalena. La frase "anticipare o ritardare i terremoti" mi sembra deliziosamente priva di senso, un modo elegante di dire "non lo so, può succedere tutto ed il contrario di tutto" (in ogni caso non sarei certo dispiaciuto se si potesse ritardare i terremoti allontanandoli in un futuro il più remoto possibile).

    2) Posto che i Laghi del Niagara non esistono (esiste un fiume Niagara con annesse celeberrime cascate) non mi risulta che quanto lei riporta sia vero. Sul sito della U.S. Energy Information Agency si può vedere che gli stati dal lei citati producono sia petrolio che gas (http://205.254.135.7/state/state-energy-rankings.cfm?keyid=28&orderid=1), così come molti paesi Europei hanno giacimenti sfruttati (per quanto più piccoli della Val d'Agri) come Germania, Francia, Romania, Serbia, ecc.

    3) Non ho alcun motivo per essere nè favorevole nè contrario. Ritengo che sia una scelta che spetti alle comunità locali debitamente informate e consultate.



    http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_countries_by_oil_production

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  18. Professor Muciarelli,

    potrebbe chiarire se la pratica di "fracking" e' legale di per se' (cioe', una volta svolte le varie procedure, VIA, etc. incluse) in Italia? Questo al di la' del fatto che venga praticata o meno. Mi pare di capire che lo sia.

    Vorrei sapere inoltre in quali paesi Europei e' vietata o esplicitamente consentita.

    grazie e saluti

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  19. Non è "legale", sarebbe consentita in quanto non è vietata. Francia e Bulgaria hanno emesso un divieto specifico, in Inghilterra è in corso una fase sperimentale autorizzata, la commissione ecologia del parlamento europeo è contraria (vedi il documento a questo link: http://europeecologie.eu/IMG/pdf/shale-gas-pe-464-425-final.pdf).
    AL momento non è stata emessa nessuna direttiva specifica dalla UE.

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  20. Grazie per l'articolo e per il tempo speso.

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  21. grazie per la risposta molto chiara. Un'altra mia domanda e' se e' vero che il fracking e' comunque in grado di causare terremoti di lieve entita', ovvero se si e' osservato un limite superiore, come riportato da alcuni, nell'intensita' delle scosse in regioni dove e' praticato il fracking.

    Questa domanda porta ad un'altra: Il fracking fa da trigger per i terremoti (il che porterebbe a ritenere che potrebbe teoricamente essere una tecnica per consentire di ripartire un grosso evento in tante piccole scosse) oppure in realta' li genera accumulando energia sul terreno?

    grazie e saluti

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  22. Grazie per questo paziente e prezioso lavoro di informazione e chiarimento. Ho apprezzato molto la qualità dell'argomentazione scientifica, ma ancora di più questa affermazione "Una comunità dovrebbe decidere del suo futuro senza dovere invocare presunte ragioni "tecniche" che detta da un 'tecnico' denota una lucidità non comune. Grazie e complimenti!

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  23. Egr. Dott.
    ho seguito il suo intervento durante il Convegno di Bagnolo Mella (BS), durante il quale ha mostrato la presentazione di Capriano con alcuni aggiornamenti; al termine del suo intervento, quando era ormai "scollegato" via skype, la Dott. del Ministero ha voluto precisare che alcuni esempi di sismicità indotta da lei presentati si riferiscono a tecniche differenti (ex fratturazione idraulica in Texas e Svizzera) da quelle che interesseranno i potenziali giacimenti di stoccaggio della zona cremonese-bresciana, rimarcando quindi che una potenziale sismicità indotta esiste, ma che le tecniche di reiniezione di gas previste (senza fratturazione alcuna) non avranno impatti così rilevanti come quelli da lei mostrati. Ritengo che la considerazione espressa dalla Dott. debba essere pertanto a lei riportata, auspicando una eventuale risposta ed un chiarimento relativo alla eventuale correlazione sismicità indotta-reiniezione gas riferita esplicitamente alla tecnica di reimissione prevista nei citati giacimenti, se presente in letteratura.
    cordiali saluti
    borlotz

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    1. Temo che la rappresentante del ministero si sia distratta quando ho fatto vedere la diapositiva con il sito dello stoccaggio di Bergemeer (olanda) dove gil stessi proprietari quantificano la magnitudo (3.9) del terremoto massimo che potranno indurre per stoccaggio gas.
      Se si inietta un fluido in profondità, quello che conta per gli effetti sono la pressione, il volume e la temperatura. Per essere attivate, alle faglie non interessa il "motivo" per cui la reiniezione viene effettuata.

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  24. Ottime risposte e bel lavoro. Un piccolo appunto, il fracking genera terremoti, di bassa intensita sia chiaro, mica quelli di questi giorni, anche proprio durante la fase di fratturazione idraulica, non solo durante l'eventuale re-iniezione per smaltimento dei fluidi smessi...

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  25. Professore non se ne abbia, ma nella precedente integrazione di domande, non ha risposto ad una, che le rinvio (poi chiaramente le manderò la versione integrale di tutte le domande e risposte dell'intervista), e inoltre vorrei che lei esplicitasse meglio la prima risposta che mi ha dato. Se, inoltre, può mandarmi un suo breve curriculum e una sua foto al mio indirizzo mail enzopalazzo56@alice.it.

    1 - questa domanda è in relazione a una precedente domanda sui piani ingegneristici, dove lei in pratica mi risponde non sulla domanda fatta, ma dichiarando che è pubblica la VIA e sono pubblici i progetti e che il Ministero delibera sentiti tutti i soggetti coinvolti e interessati. Per tal motivo le chiedo ancora:
    «La VIA, valutazione di impatto ambientale contiene studi piezometrici e rende pubblici gli strati del sottosuolo che la trivella attraversa?».

    2 - In termini di rischio sismico, che differenza comporta la reimmissione con la reiniezione nel giacimento dei reflui che costituiscono un frazione del petrolio estratto, rispetto al fracking che ha quantità molto maggiori per barile di petrolio estratto e reiniettato a pressione al di sotto del giacimento?
    La ringrazio sin d'ora.

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    1. 1) nella fase conoscitiva di solito non si fanno fori esplorativi se non in quantità e lunghezza limitate. I fori a migliaia di metri sotto la superficie costano una fortuna e per questo motivo l'esplorazione viene condotta con tecniche geofisiche di superficie.

      2) la differenza è che non viene significativamente aumentata la pressione dei fluidi ma si ripristina parte della pressione esistente all'inizio dello sfruttamento

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  26. Gentile Prof.,
    grazie per le spiegazioni e complimenti per il garbo; mi piacerebbe vedere una sua intervista sul blog di Beppe Grillo, anziché le lettere di certi "esperti"...

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  27. Salve professore, potrebbe darmi un parere su questo studio?
    http://www.slb.com/~/media/Files/resources/oilfield_review/ors00/sum00/p2_17.ashx
    Da quanto mi sembra di aver capito, correla le trivellazioni (anche senza utilizzo del fracking) all'attività sismica; mi sembra di aver capito anche, comunque, che non vi è una correlazione completamente dimostrata, ma vorrei avere un parere più autorevole! Grazie anticipatamente
    Andrea

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  28. http://dorsogna.blogspot.it/2011/06/quelli-di-rivara-hanno-gia-fatto.html

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    Risposte
    1. http://www.fiumebruna.it/pagine/progetto.htm

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  29. Professore buona sera
    Sono un cittadino di Gonzaga, comune della bassa mantovana danneggiato dal sisma del 20 e 29 maggio. Ho assistito all'incontropromosso dal Comune di Suzzara al quale lei era relatore. Lei ha affermato, e si può vedere anche dai sui scritti, che a Rivara non solo non c'è un deposito di gas ma anche che la Regione Emilia Romagna ha ribadito la sua contrarietà allo stoccaggio.
    Oggi sulla Gazzetta di Mantova è apparso un articolo che recita (testuali parole)
    "Stop al giaciemnto di gas: si firma nel mantovano - Petizione per fermare l'impianto sotterraneo modenese a rischio sismico" a firma di Francesco Romani, a questo punto mi viene di chiederle se può fare un intervento chiarificatore, spero sempre attraverso la Gazzzetta di Mantova, così da tranquillizzare i cittadini ed evitare forme di psicosi deleterie.

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  30. chiarisco io: A RIVARA non c'è attualmente nessun impianto di stoccaggio gas. C'è un progetto che è stato bocciato dalla Regione Emilia Romagna e ora dal Ministero, dopo 10 anni di battaglie, presentato da ERS (ERG + Indipendent Res.) per un mega impianto di stoccaggio gas, pochi gg fa e per il quale la Società ha fatto ricorso al TAR. Il NO non è ancora definitivo ma quasi. Nella bassa modenese esistono parecchi pozzi chiusi (vecchi si 20, 30 40 anni fa dell'ENI) ed in alcuni di questi, ERS avrebbe voluto riutilizzarli (2 a Camurana e 1 a Rivara ) per stoccaggio e reiniezione. A tutt'oggi, molti pozzi chiusi ( di cui anche la bassa mantovana e provvista) vengono già notoriamente riutilizzati previa verifica di compatibilità per lo stoccaggio del GAS. A RIVARA ERS voleva fare uno stoccaggio in acquifero. Una tecnica poco conosciuta e praticata nel mondo, in barba a pericoli di sismicità indotta ed inquinamento ambientale in una zona densamente abitata. La BASSA non è il SAHARA...ma è evidente che in alto la pensino così....tra la Cispadana, il BIOGAS, i pozzi petroliferi esistenti e funzionanti e questo impianto di stoccaggio....la considerano zona da annientare lentamente...

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  31. solo oggi sono venuto aconoscenza di questo plog, vorrei segnalare l'ultimazione , da parte di edison, dei lavori per lo stoccaggo di metano in giacimenti esauriti tra bagnacavallo e lugo (san potito) , apochi km da faenza, territorio che nel 2000 fu soggetto a una lunga sequenza sismica di mesi con magnitudo prossime a 6 gradi ricther, la cosa mi preoccupa anche perchè a seguito di chiarimenti chiesti al comune , questi ha rinviato i miei interrogativi alla regione che mi ha assicurato del divieto di fare fracking.
    Sono ignorante in materia, ma penso che 1) il territorio soggetto a estrazione, in qualche modo raggiunge un nuovo equilibrio-2) ripompare metano nel sottosuolo con impianti di potenza ingente, con pompe che possono raggiungere pressioni di 150 atmosfere, alimentati da metanodotti, soggette al solo controllo dell'operatore che è non nazionale (la edison è francese) ,e è una multinazionale, quindi non ha il territori come interesse da salvaguardare ma da sfruttare mi preoccupa. 3) La regione non mi ha informato circa reti di monitoraggio predisposte sul territorio , mi preoccupa.
    Vorrei, se possibile avere una sua impressione, dalle istituzioni non ho avuto impressione di preoccupazioni, se ho ben intuito sono tranquilli con le sole carte amministrative corrette-

    stefano

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    1. In provincia di Ravenna nel 2000 ci furono alcuni evneti di magnitudo tra 4 e 4.5. Presumo che lei intenda di intensità prossima al sesto grado (come è possibile per eventi di quella magnitudo). Un terremoto di magnitudo 4.5 è circa 500 volte meno energetico di un magnitudo 6.0.
      La pressione alla quale viene concesso di stoccare gas in giacimenti esauriti è inferiore a quella presente alla scoperta.
      La predisposizione di una rete di monitoraggio per uno stoccaggio gas non viene imposta dalla Regione ma dal Ministero dell'Ambiente o dal Ministero dello sviluppo economico. Un esempio di diffusione dei dati di una rete di monitoraggio lo trova qui: http://rete-collalto.crs.inogs.it/

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  32. In Romania e successo quasi la stessa cosa. Case crepate, teremoti ogni giorno (teremoti di bassa intensita), nei pozi l'aqua era bolita. Vicino a questo paese (in provincia di Galati) erano le sonde per estrare gaz non conventionale (fracking). Dopo tutti questi disastri i cittadini si sono preoccupati e hanno iniziato a protestare. Lo stao rumeno e i ''specialisti'' hanno ''promesso'' ai citadini che la fracking non ci entra nulla. Allora eu mi chiedo, come mai ogni giorno in quel paese erano dei teremoti, e l'aqua nei pozzi era bollita e marone (prima del frackinc l'aqua era potabile, e nesun teremoto)? I specialisti sono pagati caro per nascondere la verità...almeno in Romania!
    Oggi nel mondo ce fame per gas e petrolio, questa fame americana non guarda l'umanita, LORO GUARDA SEMPRE IL LORO INTERESE!

    Scusate per la mia scrita se ho sbagliato, grazie!

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  33. L'11 Aprile 2014, la rivista scientifica "Science", ha evidenziato come "attività umane possono avere attivato fatali terremoti in Italia", proprio in riferimento al terremoto di cui si parla in questo post.
    Complimentoni a chi lo ha realizzato!!
    Ciaoo, Nyko

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    1. Il rapporto ICHESE chiarisce che in Italia non esistono operazioni di fracking per shale gas come quelle in corso negli USA.
      Esclude anche lo stoccaggio di Rivara come possibile causa. Il resto è commentato in un altro post: http://tersiscio.blogspot.it/2014/04/rapporto-ichese-reloaded.html

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