venerdì 19 febbraio 2010

Domande su magnitudo e momento sisimico

D. Potresti spiegare in maggiore dettaglio le relazioni tra profondità e magnitudo momento e le eventuali correzioni, anche per puntualizzare una volta per tutte se e come la profondità ipocentrale possa incidere sulle misurazioni. I mezzi di comunicazione sono molto imprecisi al proposito, lasciando talora intendere che sismi più profondi, a parità di magnitudo, siano meno distruttivi.

R. La definizione originale di Richter della Ml vale solo per i terremoti in California che si verificano entro 600 km da un particolare tipo di strumento: il sismografo di Woods-Anderson con periodo proprio 1 s. L'idea di base era molto semplice: conoscendo la distanza tra un sismografo ed un terremoto, osservando l'ampiezza massima del segnale registrato sul sismografo si può effettuare una stima empirica quantitativa della dimensione intrinseca del terremoto. Poichè la maggior parte dei terremoti in California si verificano all'interno della primi 16 km della crosta, le correzioni di eventuali variazioni della profondità focale sono state ritenute inutili.
La definizione di magnitudo è stata successivamente estesa alle osservazioni dei terremoti di qualsiasi distanza con profondità focale compresa tra 0 e 700 km.
Poiché i terremoti eccitano sia le onde di volume, che viaggiano dentro e attraverso la Terra, sia le onde di superficie, che seguono la guida d'onda naturale degli strati più superficiali, della Terra, la magnitudo Richter si è evoluta in due scale mb ed Ms. La formula standard per le onde di volume è
mb = log 10 ( A/T ) + Q( D , h )
dove A è l'ampiezza del movimento del suolo (in micron), T è il periodo di massima amplificazione strumentale(in secondi) e Q (D, H) è un fattore di correzione che è una funzione della distanza, D (gradi), tra epicentro e la stazione e la profondità focale, h (in chilometri), del terremoto.
La formula standard per le onde di superficie è
Ms = log 10 ( A/T ) + 1.66 log 10 (D) + 3.30
Ci sono molte varianti di queste formule, che tengono conto degli effetti di determinate regioni geografiche, in modo che l'ampiezza finale calcolata sia ragionevolmente coerente con la definizione originale di Richter della Ml, ma in ogni caso la determinazione della distanza ipocentrale è fondamentale: a parità di ampiezza dell'onda, maggiore distanza significa magnitudo più grande. Per converso, a parità di magnitudo e distanza epicentrale i terremoti più profondi daranno ad uno steso sito ampiezze minori, e quindi presumibilmente meno danni.
Ogni singola stazione fornisce un dato afflitto da errori sperimentali (lettura dell'ampiezza, effetti di sito locali, erronea stima della distanza ipocentrale). Poiché un terremoto viene poi registrato da molte stazioni, la stima della magnitudo è una media con una sua deviazione standard. Di solito l'errore associato alla magnitudo è 0.3. Questo significa che anche ammettendo che Ml e Mw fossero la stessa cosa, 5.8+0.3 e 6.3-0.3 sono due numeri indistinguibili e non potete quindi pretendere che i sismologi si appassionino più di tanto a discutere di due numeri di fatto uguali.
Ma infine Ml e Mw non sono la stessa cosa.
L'analisi delle forme d'onda complete dei sismogrammi (non solo quindi l'ampiezza di picco) registrati a diverse distanze ed azimut dal terremoto é utilizzata per determinare la geometria della faglia e per calcolare il momento sismico. Quest'ultimo è legato ai parametri fondamentali del processo di fagliazione:
Mo = mu.S., dove mu è la resistenza al taglio della roccia, S è l'area della faglia e è lo spostamento medio sulla faglia. Poiché la geometria di faglia e l'azimut dell'osservatore sono una parte del calcolo, il momento è una misura più coerente della dimensione terremoto, e viene riferito ad un punto convenzionale definito centroide, che non coincide necessariamente con l'epicentro. Questi fattori hanno portato alla definizione di una nuova scala di magnitudo Mw , basata sul momento sismico, secondo la formula
M W = 2/3 log 10 (M O ) - 10.7
Durante una sequenza sismica capita che ci siano versioni provvisiorie dei calcoli in rete. Servono per dare una prima stiam che viene poi affinata e pubblicata in maniera definitiva. In particolare per il terremoto dell'Aquila, la versione ultima dei calcoli del momento sismico dei terremoti della sequenza è ora in fase di stampa: Pondrelli et al., 2009; Seismic moment tensors of the April 2009, L’Aquila (Central Italy) earthquake sequence, Geoph. J. Int., doi: 10.1111/j.1365-246X.2009.04418.x. I dati sono disponibili a questo indirizzo: http://www.bo.ingv.it/RCMT/aquila2009.html
Chi volesse più dettagli su come INGV determina i momenti sismici li trova qui: http://www.orfeus-eu.org/Organization/Newsletter/vol2no1/rcmt.html

sabato 13 febbraio 2010

Domanda su Risposta Sismica Locale

D: Mi trovo nella condizione classica di dover attribuire una S2 e dover fare quindi uno studio sulla rsl.Ho eseguito analisi con tromino, ed ho una freq di risonanza di sito di 6,3 hz.Posso ritenere tale dato come studio della risposta sismica locale? quale altro dato dovrei fornire allo strutturista (ammesso che possa utilizzarlo)??
Mi sembra che un analisi eseguita con EERA sia compatibile con quanto richiesto dalle NTC08 per gli studi della rsl, me lo conferma? Dove trovo gli accelerogrammi e gli altri dati da dare in pasto ad EERA?


R: La frequenza da sola non basta. Se la frequenza è a oltre 6 Hz si può ipotizzare una coltre di ricoprimento poco spessa. Se ha un dato di supporto, quali un sondaggio geognostico, un'altra misura geofisica che dia la profondità di strato, può effettuare l'inversione vincolata dell'HVSR (la routine dovrebbe essere inclusa nel software per la gestione delle misure) ed ottenere il profilo di velocità.
Poi per utilizzare EERA le servono accelerogrammi in ingresso, densità, e curve di degrado per la non linearità.
Gli accelerogrammi li può recuperare utilizzando l'utility REXELlite sul sito dell'Italian Accelerometric Archive (http://itaca.mi.ingv.it/ItacaNet/).
Le densità le può desumere da dati di letteratura o, se disonibili, da altri sondaggi in zona. Le densità hanno un effetto abbastanza marginale, provi a mettere valori a caso compresi tra 1.8 e 2.2 e vedrà che il risultato finale non cambia molto.
Per quanto concerne le non linearità, mi conceda un consiglio scandaloso: se non ha i valori veri, misurati per il sito di interesse, lasci perdere.
EERA può lavorare con mezzi puramente elastici, e questo va a vantaggio di sicurezza. Tra l'altro c'è il paradosso che poichè i valori di PGA delle NTC sono spesso sottostimati, si tratta di accelerazioni che difficilemente causano variazioni di più di qualche punto percentuale nella frequenza ed ampiezza del picco di amplificazione.
Infine, un ultimo controllo: il picco dell'HVSR non è il picco della funzione di trasferimento, ma nemmeno deve differire di molto. Con un programma tipo EXCEL sovrapponga la curva HVSR e la funzione di trasferimento da EERA e controlli se le frequenze di risonanza si assomigliano.

venerdì 12 febbraio 2010

Domande su Vs30

D. Come tanti miei Colleghi sto cercando di capire i limiti e la validità delle varie metodiche volte a definire le famose VS30 La mia sensazione è che serva chiarezza sia per noi geologi, sia per altre figure professionali. Premesso che nelle mie indagini ho fatto ricorso esclusivamente a prove
DH, MASW e RE.MI., vorrei conoscere un suo autorevole parere sull’indagine a mezzo “TROMINO” (da qualche parte si sente dire che il suo uso è ammesso per edifici di modesto impegno), sulla classica sismica a rifrazione e su altri approcci recenti e sapere quali di questi sono “accettati” dalle nuove Norme.

R. I miei dubbi sul Vs30 sono peggiori dei suoi. Io ritengo infatti che questo parametro da solo sia del tutto insufficiente a garantire una adeguata previsione delle situazioni di amplificazione. La recente esperienza della microzonazione all'Aquila (i primi elaborati sono scaricabili qui: http://www.protezionecivile.it/cms/view.php?dir_pk=395&cms_pk=17356) ha mostrato come in molti casi l'approccio semplificato (Classi Vs30*Classi Topografia) avrebbe fornito indcazioni fuorvianti. Le misure HVSR si sono rivelate al contario estremamente utili per delimitare casi quali: 
1) Inversioni di velocità (brecce cementate su limi) 
2) Siti in roccia fratturati 
3) Sedimenti rigidi su bedrock poco rigido
Potrei quindi dire che l'HVSR, più che "ammesso" per piccole opere è fondamentale per casi di aree vaste o strutture importanti locate in prossimità di contatti o dove la ricostruzione estensiva della stratigrafia è probematica. Quanto al concetto di "ammesso", temo dipenda dall'estro degli ex-geni civili. Le NTC08 sono una norma prestazionale che lascia al progettista la scelta dei metodi e parametri. Il Vs30 viene introdotto come un metodo da utilizzare "in assenza di studi più approfonditi". Non vedo come si possa impedire al progettista di usare una caratterizzazione di Vs oltre i 30 m ottenuta con una inversione vincolata dell'HVSR. In molti casi i dinieghi degli operatori addetti alla ricezione dei depositi dipende dal fatto che loro non comprendono le tecniche più moderne. Poichè il combinato disposto delle leggi in vigore prevede che l'ente regionale preposto debba autorizzare e non solo accettare in deposito un progetto, meglio rifiutare che studiare. Un altro paradosso, di cui sono venuto a conoscenza grazie ad un suo collega dell'Umbria, è che alcuni ingegneri sono in difficoltà di fronte ad una accurata stima di risposta sismica locale perchè hanno acquistato un software che non accetta in input spettri o accelerogrammi ma solo la classe di suolo e topografica. 
Le consiglio di leggere anche il dibattito circa Vs30 su geoforum (http://www.geoforum.it/ubbthreads.php?ubb=showflat&Number=72106#Post72106), dove ho postato molti link ad articoli sull'argomento. 

Microzonazione Abruzzo Completata

Le carte di terzo livello per la microzonazione sismica dell'area Aquilana sono ora disponibili sul sito del DPC:
http://www.protezionecivile.it/cms/view.php?dir_pk=395&cms_pk=17356
Nei prossimi mesi verrà pubblicato il volume con la descrizione delle metodologie e con i dettagli per le singole aree.

giovedì 4 febbraio 2010

Microzonazione sismica Abruzzo

Le carte di microzonazione sismica di terzo livello, ovvero quelle che forniranno dati numerici sulla amplificazione del moto sismico per le varie località colpite dal terremoto dell'Aprile 2009 stanno per essere rese disponibilli nei prossimi giorni dal Dipartimento Protezione Civile a questo link.
Per il momento ne rendo disponibile una relativa ad una delle macro-aree per le quali ho partecipato agli studi sul campo. La mappa si può scaricare qui.

lunedì 1 febbraio 2010

Terremoto nel Potentino


Questa notte alle 02:42 ora locale (01:42 GMT) si è verificato un terremoto tra i comuni di Tito, Pignola e Picerno. A fianco la registrazione alla stazione sismica di Matera (BA-MATE).
L'INGV ha stimato una magnitudo di 3.2, come si vede da questo link dove si trova la pagina relativa all'evento. In alto la registrazione al sito di Tito scalo della rete DiSGG-IMAA. Si può vedere che l'accelerazione di picco è stata di poco inferiore all'1% dell'accelerazione di gravità. Il terremoto è stato quindi ben percepito da molte persone.

venerdì 29 gennaio 2010

Danni, Tettonica e Immagini SAR di Haiti

Iniziano ad arrivare immagini e dati tecnici dalle missioni americane sul campo:

http://anuradha.net/blog/index.html

http://www.eqclearinghouse.org/20100112-haiti/general-information/port-at-port-au-prince


 A questo link

http://www.geodesy.miami.edu/earthquakes.html#Haiti_earthquake

c'è un ottimo riassunto delle conoscenze tettoniche su Haiti (incluso l'originale scaricabile dell'ormai famoso articolo di Dixon et al. che "prevedeva" un forte terremoto ad Haiti) assieme all'analisi dei dati di deformazione crostale con tecniche SAR
 E' inoltre in corso una cooperazione internazionale per l'analisi di immagini aree ad alta risoluzione in modo di poter identificare chiaramente tutti i danni.

lunedì 25 gennaio 2010

Dati accelerometrici Haiti

Per alcune persone che avevano avuto problemi nell'interpretare il grafico e a recuperare il dato originale fornisco un link a cui scaricare i dati della sola registrazione di cui al post precedente: http://www.unibas.it/utenti/mucciarelli/hidden/4045-1264428208p.zip

sabato 23 gennaio 2010

Nuovi dati per il Terremoto di Haiti


Un nuovo dato accelerometrico, più vicino all'epicentro, registrato presso una diga nella Repubblica Dominicana vicino al confine con Haiti (circa 140 km dall'epicentro).
Il dato è anche scaricabile dal sito http://www.strongmotioncenter.org/

mercoledì 20 gennaio 2010

Disinformazione su rischio sismico

Sembra incredibile come alcuni "giornalisti" nostrani abbiano la rara capacità di trasformare un articolo su Nature in una solenne bischerata.
Un anonimo redattore di un frequentato portale spara un titolo ad effetto:
"Dopo Haiti, forte terremoto a Istanbul. Lo dicono i tedeschi
I geologi di Potsdam parlano di rischio altissimo per Istanbul. Dopo il "caso Giuliani" per l'Abruzzo, torna il dibattito sul prevedere le scosse di terremoto
"
Come si evince dal link sul sito del GeoForschnungsZentrum di Potsdam , l'articolo originale dice l'esatto contrario: rispetto alle previsioni pubblicate su Science da Ross Stein dell'USGS subito dopo il terremoto di Izmit, il rischio di Istanbul viene rivalutato al ribasso visto che si suppone che l'energia accumulata possa essere rilasciata da più eventi e non da una sola catastrofica scossa.
Pe chi volesse approfondire l'articolo su Nature è qui: e quello dell'USGS è qui.