lunedì 26 novembre 2012

Quando rallenterà il Pollino?

Come volevasi dimostrare, anche il più regolare comportamento di una sequenza sismica, ovvero il dimezzamento tra due massimi di attività dello sciame del Pollino, non si è ripetuto.
Potrebbe essere una buona notiza se fossimo sicuri che il 5.0 del mese scorso fosse stata la scossa apicale della sequenza, e che da qui in avanti il tasso di attività calerà fino all'esaurimento.
Le numerose scosse di ieri hanno invece confermato un trend che era già visibile da alcuni giorni. Il numero di eventi con M>1 non riesce  a scendere sotto le 10 scosse in 24 ore, e negli ultimi giorni è ritornato a quasi 100 scosse in 24 ore.

Con il passare del tempo la sequenza sembra non riuscire a scendere sotto tassi di sismicità minori del minimo di quelli seguenti il precedente massimo locale (rettangoli rossi nel disegno sopra). Dopo la sequenza di Ottobre 2010 si era ritornati a 0.2 eventi/24h. Dopo Novembre 2011 ci si era attestati a poco meno di 1 evento in 24h, dopo Maggio 2012 a 1.5, dopo Agosto a 4, dopo Settembre a 6 e per ora la sequenza non è più scesa sotto 10 eventi in 24 h.
L'aumento di produttività della sequenza è ancora più evidente se si guarda al grafico del numero cumulato di eventi (sempre con M>=1).
 La pendenza tende ad aumentare con il passare del tempo, indicando quindi una accelerazione della sequenza. Quando questa tendenza si invertirà, non è possibile prevederlo.









26 commenti:

  1. Domanda (da non esperta) se l'energia liberata è misurata in scala logaritmica, tanti eventi con M < 2 come la giornata di oggi liberano meno energia se sommati rispetto a una giornata come quella di ieri con M anche superiori a 3? E questo può contare?
    Caterina.

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    1. E' vero che un M=3 conta in termini di energia quanto 30 M=2. Ma per questa zona la magnitudo massima attesa è 6.5, quindi ci vorrebbero alcuni milioni di scosse M=2 ovvero centinaia di migliaia di M=3 per scaricarla tutta.

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    2. Stiamo freschi

      Fabio T.

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  2. forse si potrebbe valutare se vi siano forti discostamenti fra gli ipocentri.
    Vengono citate le scosse, ma avvengono per scorrimenti sempre nel solito punto della faglia, avvengono a distanze di 1 km, 50 km....

    Difficile ridurre un fenomeno vario come un terremoto ad un solo numero, se questo non porta con se le caratteristiche e le informazioni geometriche, fisiche della faglia...

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    1. Pensando un "modello ipotetico" quindi molto poco realistico, di scosse nello stesso punto di faglia (o area ristretta), è meglio ragionare in temini di numeri di scosse o di energia liberata? A volte, ho notato che si assiste a un viraggio da numero maggiore di scosse udibili dalla popolazione a un maggior numero di scosse strumentali, nella stessa area, questo indica qualcosa?
      Caterina

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    2. Tutte le scosse del grafico sono in un raggio di 15 Km, nei due fuochi pricipali della sequenza (Rotonda-Mormanno e Morano Calabro). I terremoti appartengono ad uno o al massimo due piani di faglia.
      Le scosse più deboli a volte si perdono (vedi un mio post precedente sulla completezza del catalogo)

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    3. In genere nei modelli il termine numerico semplicemente definisce l'analisi statistica. Per fare un esempio: in un sacchetto ci sono palline di colore diverso e il sisma avviene quando esce una pallina viola.
      Al variare delle estrazioni (sismi di intensità trascurabile) l'analisi del numero di estrazioni indica statisticamente quando si verificherà il terremoto. Ma con che legge? per esempio una distribuzione gaussiana. Ma quanti colori ci sono all'interno? ecco quindi che il numero delle estrazioni assume un valore con scarse informazioni sull'evento, specie se non si sa il numero di palline e di colori presenti nella sacca.

      Più in generale la "scienza geotecnica" analizza gli strati del suolo in modo "preciso", ma fino a profondità di 2 km (il massimo raggiunto è stato 4.5 km credo per una perforazione ai fini di estrarre petrolio). Ma nelle faglie è in genere difficile perforare il terreno proprio per le tensioni presenti, senza dimenticare che i terremoti spesso avvengono intorno ai 20-30 km di profondità e solo recenti sismi hanno avuto profondità di 6 km.
      Da qui la difficoltà di creare un modello fisico rappresentativo del sito, anche se effettivamente esistono altri metodi di indagine degli strati del sottosuolo.

      Se non ricordo male l'università di Roma ha costruito una pressa rotante capace di ricreare le condizioni di sfregamento a 20-30 km di profondità al fine di studiare fisicamente quale sia il comportamento di materiali rocciosi ad alte temperature e pressioni. Risultato: due dischi di roccia premuti e fregati con rotazione radiale divenuti lava...

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    4. Grazie mille.

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  3. è chiaro che non lo potete prevedere ma la perduranza dell'evento ormai vi fa capire che siamo vicini al pnto di rottura vero? che potrà avvenire tra 5 minuti o tra 5 anni. o tra 100 anni ma ormai se continua cosi credo proprio che si è vicini.... cosa ne pensa prof?

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    1. Non c'è un modello a cui rifarsi. Nella storia della sismologia strumentale in Italia questo è il primo terremoto di questo tipo, è non è possibile prevedere come evolverà.

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    2. Grazie mille professore, davvero gentilissimo.
      Il suo blog è davvero molto interessante.

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    3. Grazie prof della risposta, allora le formulo un'altra domanda, uno sciame cosi lungo come quello del Pollino si è mai verificato in altre parti del Mediterraneo (penso alla grecia che lo stato più sismico dell'europa)? se si hanno poi generato scosse di forte intensità?
      Grazie mille Marco

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  4. Qualcuno avrebbe trovato nella sequenza che sta caratterizzando pollino alcune analogie con il terremoto dell''Alaska del 2002. Cosa ne pensa?

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  5. A questo punto la domanda sorge spontanea... è consigliabile stare fuori casa tra il 6-7 dicembre? é il caso di avvertire la popolazione?

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    1. Scusa, perché tra il 6 ed il 7 dicembre? Cosa e' previsto?

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    2. niente ho confuso le date. Mi riferivo al 7-8 Novembre. In sostanza mi chiedo se era il caso dare un allarme preventivo ipotizzando che la sequenza prevedeva una scossa per il 7-8 Novembre?

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  6. IL 30 NOVEMBRE SONO FINITE LE TRIVELLAZIONI!!!! IMPROVVISAMENTE SI E' RALLENTATO ANCHE LO SCIAME SISMICO.... COSA HA DA DIRCI PROFESSORE IN MERITO??? GRAZIE MILLE

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    1. easattamente quali trivellazioni sono finite il 30 novembre?

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    2. Mi associo: di quali trivellazioni si parla? Dove?

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    3. Mah, ho trovato questo riferimento, non ne sapevo nulla nemmeno io:
      http://www.zoomsud.it/primopiano/43272-sciame-e-trivelle-il-terremoto-del-pollino-sopra-la-valle-del-petrolio.pdf

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    4. Con quella trivella ci si piantano al massimo gli ulivi.

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    5. Eccolo là, il vate della geologia, l'unico depositario del sapere geologico e sismologico in Italia, l'esimio prof. Franco Ortolani - ordinario di Geologia e Direttore
      del Dipartimento di pianificazione e scienze del territorio dell'Università Federico II di Napoli! Se lo dice lui, che le trivelle causano terremoti, dobbiamo credergli!!!

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  7. Meno male ha rallentato :))

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  8. Cosa pensa invece della tesi sostenuta dal Professor Guerricchio, riguardo alla "lubrificazione" delle faglie causata da infiltrazioni d'acqua di bacini artificiali?

    http://www.wateronline.info/2012/11/28/pollino-un-terremoto-da-2-200-scosse-che-pero-non-fa-notizia/

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    1. Occorrerebbe uno studio quantitativo, una modellazione geomeccanica fondata su dati di sottosuolo misurati. Cosa molto difficile da fare. Infiltrazioni dal fondo del bacino artificiale, ok, ma quanti metri cubi e a che ritmo? Fino a quale profondità? Che permeabilità hanno le rocce profonde intorno alla zona di faglia? E la zona di faglia stessa?
      Si può comprendere l'importanza delle domande ipotizzando ad esempio una zona di faglia che ha permeabilità INFERIORE alle rocce che la delimitano. In questo caso potrebbe infiltrarsi un diluvio senza che ci sia alcun effetto sulla faglia stessa. Il diavolo è nei dettagli, e con le opinioni e le paure non si va da nessuna parte.

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