domenica 27 gennaio 2013

Il terremoto in Garfagnana

Un'amica di Porretta Terme, preoccupata per la scossa di venerdi mi chiede lumi sulla sismicità del lato sud dell'Appennino Tosco-Emiliano. Rispondo volentieri dopo aver raccolto un po' di dati che spero chiariscano la situazione.
Qui sotto troviamo una figura apparentemente complicata che però contiene tutto quello che ci serve per la spiegazione.

La stellina gialla è l'epicentro, i pallini gialli sono tutte le scosse successive della sequenza registrate fino a questa sera. I due rettangoli arancioni sono le due faglie presenti nel data base dell'INGV. La faglià più a nord è quella responsabile del grande terremoto della Garfagnana nel 1920. La seconda non ha terremoti storicamente noti (ci torneremo dopo). Il cerchio a spicchi centrato sull'epicentro è il meccanismo focale, ovvero il modello della faglia e degli sforzi responsabili di questa sequenza. Questo lo ha ricavato l'INGV e come si vede è uguale a quello calcolato dall'OGS, quello in alto a destra. Siamo quindi sicuri che questo modello è attendibile, ma cosa significa? I due archi che tagliano il cerchio sono i due possibili piani di faglia, mentre la forma ci indica che il terremoto è avvenuto su di una faglia trascorrente. Il modello di meccanismo focale non riesce a distinguere quale delle due faglie tra loro perpendicolari sia la responsabile del terremoto, ma l'allungamento in direzione nordest-sudovest degli epicentri delle scosse di assestamento ci indica chiaramente che quella è la faglia che si è mossa. E adesso che sappiamo che il terremoto è avvenuto su di una faglia trascorrente NE-SW cosa possiamo dire di più? Questo terremoto conferma le teorie più accreditate su come avvengano i terremoti in Appennino: ci sono grandi faglie i cui lembi scorrono uno sotto l'altro, il cui asse maggiore è parallelo alla direzione degli Appennini e sulle quali avvengono i grandi terremoti; poi ci sono altre faglie più piccole, perpendicolari alle precendenti i cui lembi scorrono uno a fianco all'altro per accomodare i movimenti tra le due faglie maggiori. Riassumendo, questo terremoto ci dice che è sensato pensare che a fianco della grande faglia a nord-ovest che ha dato il terremoto del 1920 ce ne sia un'altra di cui non conosciamo ancora terremoti storicamente noti. Sono due pezzi di un domino vincolati da una cerniera che ora si è mossa. Dato che un pezzo si è gia mosso "poco" tempo fa (90 anni sono niente per la geologia) è ragionevole pensare che prima o poi si muoverà anche l'altro. Potrebbero passare altri 90 anni, ma anche molti di più o (purtroppo per noi) molti di meno. Andando a vedere i cataloghi storici troviamo verso la fine del XI secolo due terremoti che hanno danneggiamenti noti in un solo punto, rispettivamente Pistoia e Pisa. Uno di questi due potrebbe essere stato il forte terremoto che manca all'appello e le cui informazioni dalla zona epicentrale non ci sono mai pervenute e che ha lasciato tracce storiche solo in una città.
Infine, la posizione della faglia a sud potrebbe essere in realtà più spostata verso il crinale appenninico, almeno a giudicare da dove sono posizionati gli epicentri che dovrebbero stare vicini al suo fianco ovest. Questa non è una buona notizia per gli amici che stanno sul versante emiliano, dato che la sorgente potrebbe essere più vicina di quanto finora ipotizzato.

10 commenti:

  1. grazie prof del sommario.
    molto utile

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  2. Grazie della spiegazione Professore. Mi permetto di uscire fuori tema e tornare su altri terremoti. Come abitante dell'area colpita dai terremoti del maggio scorso ho letto frequentemente il suo blog. Ci era stato detto che in questa zona, come successo a Ferrara nel 1500, dopo una grande scossa possono seguire anni di altre scosse. Ad oggi invece sembra essersi calmato tutto. La situazione è diversa da quanto ci si poteva immaginare a Maggio? A questo punto le chiedo anche: ma il Pollino si è finalmente assopito? (me lo auguro per tutti i suoi abitanti, ovviamente, sapendo bene cosa si prova)

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  3. Grazie per l'esauriente spiegazione Dr. Mucciarelli. Navigando per internet avevo in effetti già letto della presunta lacuna sismica che riguarda la parte meridionale della Garfagnana. Da ingorante in materia non mi sembra una brutta notizia che la faglia possa essere spostata maggiormente verso lo spartiacque appenninico in quanto si tratta di una zona sicuramente meno popolata della valle del Serchio, con il massimo rispetto per chi, tanti o pochi, ci abita.

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    1. Ovviamente la notizia non è buona per chi abita a nord e non a sud della faglia.
      Del resto sono combattuto tra due fuochi, perchè io sono nato a Porretta Terme, ma il mio bisnonno parterno si stabilì in quel luogo proveniendo da Castelnuovo di Garfagnana. Una mia amica, storica dei terremoti, mi ha regalato un libro di fine '800 sulla storia di Castelnuovo scitto da un Mucciarelli, forse mio lontano parente.

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  4. Siccome questa spiegazione invoglia a cercare di capire il fenomeno nella sua generalità, mi piacerebbe vedere come si posizionano questi elementi in una schematica sezione NW-SE, anche molto semplificata. Non ho molta dimestichezza con l'appennino.
    Grazie, come sempre-

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    1. Un articolo recente che riporta molte sezioni negli appennini centro-settentrionali di trova qui: ftp://ftp-server.rm.ingv.it/pub/simone.marzorati/articolibiblio/sismicita_migrazioni/DeLuca2009.pdf

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  5. Domanda da ignorante: questa sequenza è collegabile o no ai terremoti che hanno interessato l'Emilia Romagna, il Veneto e la Lombardia a maggio? I suoi colleghi mi stanno mettendo un po in confusione.
    Qui (http://ipensieridelfioba.blogspot.it/2013/01/forte-scossa-di-terremoto-in-appennino.html) si dice di no
    Qui (http://rigagiulio.blogspot.it/2013/01/sequenza-sismica-della-garfagnana.html) si afferma il contrario
    In definitiva chi ha ragione?
    Grazie

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    1. Nel secondo sito che cita non capisco quale catalogo venga usato: si fa riferimento come "Garfagnana" ad un presunto evento di magnitudo 5.4 del 23 dicembre del 2008, ma in quella data il Catalogo ISIDE dell'INGV riporta un evento M=4.8 in provincia di Parma 50 km dalla sequenza attuale in Garfagana ed associabile atutt'altra sorgente sismogenica (ITS153 - Neviano degi Arduini).

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  6. Gent.mo Prof Mucciarelli,
    la ringrazio della risposta.
    Probabilmente il Prof Riga si riferisce a questo evento: http://www.emsc-csem.org/Earthquake/earthquake.php?id=113621 (riportato su Iside edaltri siti, stranamente non su INGV come lei mi fa notare)
    Grazie

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    1. A quanto ho capito il sig. Rigagiulio prende in considerazione aree grandi a piacimento, ad esempio l'intera pianura padana, e poi mette in un grafico le scosse. Quindi non gli interessano le faglie. Inoltre le sue previsioni sono azzeccate a posteriori, ma quando azzarda a fare una previsione prima dell'evento, come nel caso del Pollino, in genere toppa.

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