lunedì 10 novembre 2014

Chi sono i colpevoli dei crolli a L'Aquila?


Ci vorranno alcuni mesi prima di poter leggere le motivazioni della sentenza che oggi ha modificato le condanne inflitte in primo grado ai membri della Commissione Grandi Rischi ed ad altri esperti presenti alla riunione all'Aquila pochi giorni prima del terremoto del 2009. 
In attesa di conoscere in dettaglio cosa ha convinto i giudici ad assolvere 6 imputati su 7, si possono comunque fare alcune considerazioni.
La sentenza di primo grado ipotizzava un accordo tra tutti i partecipanti per un esito concordato della riunione verso una “rassicurazione” della popolazione che avrebbe costituito la causa di numerosi decessi di persone che avrebbero abbandonato il loro atteggiamento prudenziale nei confronti degli eventi sismici, ravvisando anche una comune causa “antropologica” nei comportamenti dei cittadini.
La sentenza di appello stabilisce differenze sia di ruolo tra gli imputati che di comportamento delle vittime. Viene condannato infatti il solo ex vice capo dipartimento della Protezione Civile, stabilendo così una distinzione tra esperti di rischio sismico e comunicatori del rischio stesso, e la condanna riguarda un reato che avrebbe causato solo parte delle vittime. Ribadendo che è necessario aspettare le motivazioni della sentenza e la decisione della Procura dell’Aquila circa il rinvio a giudizio del Capo Dipartimento che non era tra gli imputati, si possono comunque smentire tutti coloro che in queste ore lamentano che con questa sentenza le morti a L'Aquila non avrebbero più alcun responsabile. Questo non è vero, perché con molto meno interesse dei media e della rete si sono celebrati diversi processi a progettisti e costruttori mentre altri sono ancora in corso. Ricordiamo che per il crollo della Casa dello Studente ci sono state quattro condanne, per il crollo della Facoltà di Ingegneria dell’Università dell’Aquila due condanne e per i crolli degli edifici privati di via Francesco Rossi e via Sturzo altre due condanne.
Si è così stabilito che il principale nesso causale con la morte delle vittime erano i crolli dovuti alla cattiva qualità di progetti, costruzioni e ristrutturazioni, verità ovvia e scomoda, poco assolutoria per i molti che avrebbero dovuto vigilare, che hanno speculato o che semplicemente si erano disinteressati del problema sismico pur vivendo in una città con una elevata pericolosità sismica.

4 commenti:

  1. Prof. Mucciarelli sono Alessandro Venieri, leggo adesso il suo commento e in effetti, in attesa delle motivazioni, un dubbio subito mi sorge e sarei interessato a capire cosa ne pensa. La condanna di De Bernardinis (anche se per quasi metà delle vittime) per essere tale ha bisogno di una condotta (che sia negligente.. imprudente... ecc) e di un nesso causale. Ora pur volendo accettare una condotta tale come mai potrebbe essere giustificato ancora il nesso causale? Quando, avendo assistito a diverse udienze, ho notato che è stato l'oggetto principale delle contestazioni degli avvocati della difesa (teoria delle rappresentazioni sociali... la sentenza Franzese.... il ricordo come non rappresentazione della realtà... ecc.. ecc..). Infatti a me interessa anche capire come la tesi antropologica del prof. Ciccozzi abbia potuto ancora avere valenza. Non le nego che con tale professore è difficile confrontarsi senza essere insultati... per non parlare di quando si lancia in discorsi sismologici..... e poi una cosa che Ciccozzi, come tanti altri, sistematicamente sottovaluta, a mio parere, è questa: se è vero e naturale che i costruttori (a cui sono legati spesso per commissioni, progettisti, direttori dei lavori e collaudatori) antepongono i profitti alla sicurezza sismica non è affatto naturale che i controlli (di cui nessuno parla) non vengano esercitati e che non vengano perseguiti coloro che per legge, sono preposti alle azioni di prevenzione sismica.
    A proposito dei controlli citando i due esempi da lei ricordati: crollo della casa dello studente 4 condanne ma, mi corregga se sbaglio, tale edificio non aveva il collaudo statico e senza collaudo statico il Comune non può rilasciare l’agibilità, quindi come facevano senza agibilità a starci degli studenti? Edificio di via Generale Francesco Rossi condannato il padre di una delle vittime in quanto non aveva eseguito la verifica sismica, ma senza verifica sismica il Genio Civile non può rilasciare l’attestato di deposito e senza tale attestato il Comune, per legge, non può rilasciare il permesso a costruire, quindi perchè il lavori erano stati eseguiti?
    Ai pochi controlli che tuttora si eseguono con sorteggio del 10% delle pratiche, quando un edificio è difforme sia da ciò che la normativa sismica prevede e sia dal progetto viene fatta, per legge, segnalazione alla Procura.
    Bene quante volte interviene e come? Ha mai sentito parlare di sequestri o demolizioni per non conformità a progetti o normativa sismica? Questo è un aspetto che mi interessa capire.

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    1. In realtà ci sono aspetti ancora più paradossali: la magistratura interviene solo se vi sono state vittime. Se un edificio crolla ma nessuno si fa male sembra che la cosa non interessi. La eventuale violazione delle norme sismiche per sè non sembra essere un reato a meno che non causi morti o feriti gravi. L'esempio più eclatante nel 2009 si ebbe a San Gregorio, dove ad una villetta di tre piani collassò il piano terreno. Dato che non era sottoposto a vincoli dalla magistratura inquirente divenne, con il consenso dei proprietari, una specie di laboratorio dove fu possible studiare le cause del crollo. (il tutto fu pubblicato qui: http://link.springer.com/article/10.1007/s10518-011-9257-39

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  2. Se non ricordo male 11 case crollate, 25 mila in piedi, anche se fortemente lesionate.
    Magari tutti i terremoti fossero così.

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  3. eh? In un paese civile, conscio del pericolo posto dai terremoti che vi si verificano, le case crollate sarebbero 0. Zero.
    Certamente molte sarebbero lesionate, molte da abbattere e da ricostruire, ma crollare? Viviamo nel 1800 e non ce ne siamo accorti?!
    Tanto piú che mettere in sicurezza una casa (intesa come villino mono/bifamiliare) costa, molto, ma costa come un'automobile... quante auto compra la famiglia media in 30 anni? e quante case?
    Se solo ci fosse un po' piú di pressione "dall'alto" (non dall'altissimo, mi basta dallo Stato) tutti potrebbero essere piú preparati ...

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