sabato 25 aprile 2015

La triste lezione di Kathmandu

Il terremoto che ha colpito Kathmandu era stato previsto fino nei dettagli dei suoi possibili danni, ma questo non è stato sufficiente per evitarli. Questa è la triste lezione che ci lascia il terremoto del 25 Aprile 2015.  Del terremoto di Haiti si è detto che era inatteso nella sua devastazione, per Kathmandu è molto diverso.

Il Nepal si trova al confine tra la placca Indiana e quella Eurasiatica, dove le montagne più alte del mondo testimoniano della violenza della collisione che avviene ad una velocità di 5 cm per anno (considerate che il nostro Appennino si muove a 5 mm per anno). Le faglie che potevano mettere a rischio la capitale nepalese erano note e ben mappate. Il terremoto è capitato su uno di questi fronti di collisione ed il meccanismo focale (vedi immagine del GFZ) conferma la natura compressiva dell'evento.
Era noto anche che la valle di Kathmandu è un tipico caso di amplificazione delle onde sismiche che rimangono intrappolate negli strati soffici sovrastanti la roccia, ed erano stati pubblicati numerosi lavori che ricostruivano gli spessori dei sedimenti, che prevedevano in quali aree lo scuotimento sarebbe stato maggiore e dove e come si sarebbero verificati cedimenti e liquefazioni del terreno il giorno in cui il terremoto avesse colpito.
Si sapeva anche che questo giorno non sarebbe stato molto lontano. L'analisi dei terremoti storici in Nepal aveva permesso di ricostruire i tempi con cui mediamente si succedono terremoti delle diverse classi di magnitudo. In un recente studio di colleghi Nepalesi un terremoto come quello appena accaduto era stato associato ad un tempo medio di ritorno tra i 40 e gli 80 anni (vedi tabella qui sotto).


L'ultimo terremoto di questa classe si era verificato nel 1934 (81 anni fa). Aveva causato 8,519 morti di cui 4,296 nella Valle di Kathmandu. Oltre 200.000 edifici erano stati danneggiati e 81.000 erano crollati. A Katmandu i crolli furono oltre 12.000  e  55,000 furono quelli danneggiati. 
La vulnerabilità sismica degli edifici era tuttora un fattore noto e preoccupante. Bisogna aggiungere infine che la conformazione geografica del paese favorisce frane e valanghe: sommando tutti questi fattori il migliaio di vittime accertato fino ad ora non potrà che aumentare di molto nelle prossime ore e giorni.
Negli ultimi anni il Nepal stava portando avanti campagne per la sensibilizzazione della popolazione ed altre iniziative per la riduzione del rischio. Due anni fa una delegazione era venuta in Italia per firmare accordi di collaborazione ed illustrare lo stato di avanzamento delle attività. Qui sotto riporto la locandina di quell'evento.




Purtoppo le attività erano iniziate troppo tardi e si sono scontrate con carenze di finanziamenti. Questa è la morale che ci lascia questo terremoto: ogni anno fatto passare senza intervenire per la riduzione del rischio è un anno perso per evitare danni e vittime. Un evento può essere previsto nei minimi dettagli e conseguenze, ma se la società non decide che la riduzione del rischio è una priorità queste tragedie rimarranno inevitabili.



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