domenica 21 luglio 2013

Il terremoto del Conero

Stanotte un terremoto di magnitudo 4.9 Richter ha iniziato una sequenza nel Mare Adriatico al largo della riviera del Monte Conero.
La zona è notoriamente sismica e soggetta ad elevate deformazioni compressive. Nel 1972 un forte terremoto causò danni ad Ancona e nelle zone limitrofe. Il confronto tra la sequenza odierna e la faglia indicata come responsabile del terremoto del 1690 e forse del 1972 dal data base delle sorgenti sismogeniche INGV mostra un andamento degli epicentri apparentemente ortogonale a quella faglia.

Il meccanismo focale è ancora dibattuto. L'INGV fornisce un momento tensore trascorrente, in potenziale accordo con l'andamento della sismicità (a destra qui sotto) mentre il GFZ riconosce un meccanismo compressivo su una faglia parallela a quella del 1971 (a sinistra). Anche il meccanismo calcolato da OGS si accorda con quello GFZ.


Peculiare anche l'andamento dei risentimenti che mostra qui sotto una scarsa penetrazione verso l'entroterra ed un risentimento molto allungato lungo la costa. Bisognerebbe capire anche quanto hanno giocato due condizioni particolari: 1) la densità della popolazione, dato che è probabile un forte addensamento lungo il litorale trattandosi di un fine settimana di luglio 2) l'amplificazione sismica nei tereni più soffici della costa
Le accelerazioni rese disponibili dalla rete accelerometrica INGV mostrano valori di picco tipici di un evento molto ben risentito dalla popolazione ma al di sotto della capacità di causare danni, con valori non superiori a 5/100 dell'accelerazione di gravità.


Infine, un argomento che al giorno d'oggi va molto di moda: il terremoto ha cause antropiche?
La figura sottostante riporta la sequenza sovraimposta ai pozzi di estrazione di idrocarburi (non ci sono stoccaggi attivi nelle Marche). I pozzi rossi sono quelli produttivi, mentre quelli verdi sono quelli sterili dalla scoperta o abbandonati perchè non produttivi. La sequanza odierna è lontana dai pozzi produttivi ed interessa una zona priva di attività estrattive.




lunedì 8 luglio 2013

Prospezioni per idrocarburi. Cui prodest?

Negli urimi tempi ricevo molti messaggi di persone preoccupate perchè nella loro regione sono in programma prospezioni geofisiche o trivellazioni esplorative per la ricerca di giacimenti di idrocarburi.
Al di là della rassicurazione circa il fatto che una vibrodina per esplorazioni non può indurre terremoti (succede nei solo nei libri di fantascienza tipo The Hammer of Eden), mi sembra più importante sottolineare alcuni fatti:
1) molte concessioni sono per ricerche dove si sa già che idocarburi non ve ne sono,  oppure le quantità sono molto limitate.
2) a presentare istanza non sono le grandi compagnie ma piccole società, spesso venture capital quotate in borse straniere e con sede in paradisi fiscali.
3) ci sono già stati casi in cui la società dichiara di aver perforato un pozzo sterile ma è contenta lo stesso.
Perchè accade questo?
Innanzitutto un po' di dati. Nelle figure sotto ho riportato dati pubblici per tre zone (Molise, Golfo di Taranto, Abruzzo). Le aree in verde sono le concessioni, mentre i pallini sono i pozzi già perforati: rossi se produttivi, verdi se non produttivi. Le linee sono le prospezioni sismiche già effettuate.




Si può vedere in questi casi come le esplorazioni con la geofisica da superficie siano già state fatte ed i pozzi esplorativi siano risultati sterili. Qual'e quindi la convenienza nel chiedere di fare nuove esplorazioni?
La risposta sta nel Decreto Legislatvo 164 del 2000, che mette a disposizione circa 7 milioni di euro all'anno per rimborsare le compagnie che effettuano esplorazioni. I soldi sono presi come quota parte delle royalties versate dalle compagnie petrolifere che già stanno estraendo idrocarburi.
E'vero che il decreto stabilisce che non possano essere rielaborate linee sismiche già esistenti, ma mi domando se esiste un controllo ex-post sulla qualità e quantità del lavoro effettivamente svolto. Nel decreto citato questi controlli per la erogazione dei contributi non sono menzionati.

Terremoti a catena

D. Nel 1980 il terribile terremoto del 23 novembre durò 90 secondi per il susseguirsi di 3 scosse separate ... ma per una sorta di ''effetto a catena'' ?
Le faglie si comportano sempre allo stesso modo, oppure il loro movimento è imprevedibile?

R.  Spesso le faglie si muovono in successione, ma il tempo con cui ciò accade è molto variabile e, di fatto, imprevedibile. Come ricordato dalla lettrice che pone la domanda, nel terremto dell'Irpinia tre faglie adiacenti si attivarono nell'arco di 40 secondi. Nel terremoto dell'Umbria-Marche il tempo intercorso tra le due scosse principali su due faglie vicine fu di poche ore. In Molise nel 2002 si trattò di poco più di un giorno mentre in Calabria nel 1783 si mosse tutta la parte meridionale della regione nell'arco di 2 mesi. Il terremoto italiano più catastrofico per l'attivazione di faglie multiple rimane quello del 1456. Come si vede dalla mappa presa dalla banca dati INGV, si ebbero intensità superiori al IX grado in tutto l'Appennino Meridionale dall'Abruzzo alla Basilicata, e il tutto accadde in una notte. Maggiori informazioni su questo evento multiplo si trovano a questo link.


mercoledì 3 luglio 2013

Sismicità indotta in Olanda

Stanotte un terremoto di magnitudo 3 ha svegliato molti abitanti della regione di Groeningen, nel nord dell'Olanda. Quello che rede particolare questo terremoto è che viene attribuito con certezza ad attività antropiche legate allo sfruttamento del Campo Gas. Lo ammette la stessa società di gestione (NAM) che deve fronteggiare da tempo i problemi posti dalla sismicità indotta nell'area.
La mappa sottostante è presa dal sito del KMNI, il Regio Istituto Meteorologico dei Paesi Bassi, e mostra la sismictà recente nell'area. Il pallino rosso è il terremoto di stanotte.


La cosa sorprendente (almeno per noi italiani) dal punto di vista organizzativo e sociale è che sul sito della società di gestione si trova questo testo:
"Aggiornamento 16:00: Mercoledì mattina, 3 luglio alle 13:04 si è verificato un terremoto nei pressi di Garrelsweer. Il sisma è legato alla produzione di gas dal giacimento di Groningen. Il KNMI ha suggerito la forza del sisma in 3.0 gradi Richter . 
Il sisma è stato relativamente pesante ed avvertito da molti residenti. NAM si rende conto che le persone sono scosse e vivono questi terremoti come fastidiosi.
I dipendenti di NAM sono presenti per rispondere alle domande e per aiutare a segnalare i danni.
I danni causati da questo terremoto sono rimborsati  dalla NAM. Un danno può essere segnalato per scritto o tramite il modulo di richiesta on-line su questo sito
.
Oggi 3 luglio, NAM ha ricevuto circa 150 segnalazioni dopo il terremoto in Garrelsweer ".
Sempre dal sito NAM si apprende che sono state valutate dall'agosto scorso oltre 7500 richieste di danno e ne sono state accolte oltre 2000 per un importo complessivo di oltre 15 milioni di Euro (vedi grafico sotto).

sabato 29 giugno 2013

Sismicità indotta o induzione alla sottovalutazione?

Mi segnalano alcuni amici che il terremoto della Lunigiana della settimana scorsa viene attribuito da alcuni siti a cause antropiche. Ormai sta diventando una moda, e ogni sisma viene attribuito a cause umane. Ora, se è noto che alcune attività come l'estrazione o iniezione di fluidi nel sottosuolo o il riempimento di bacini idrici artificiali possono dare luogo a sismicità indotta in un qualche percento dei casi, attribuire un terremoto all'azione combinata di scie chimiche e radiazione elettromagnetica immessa nell'atmosfera rappresenta una summa neoalchemica di alcuna tra le più note "bufale" del web. Per lo "smontaggio" di queste bufale ci sono ottimi e seri siti sia per quanto riguarda le scie chimiche che per HAARP.
Il problema non può esser liquidato come quello di innocui complottisti visionari che non meritano più di un sorriso o un'alzata di spalle.
Quello di cui queste persone non si rendono conto è il danno che creano cercando di convincere la popolazione che ogni terremoto che capita in Italia è causato dall'uomo. Avevo una intuzione un po' ingenua sul fatto che in genere non sia una buona idea distogliere l'attenzione dai veri motivi per cui un terremoto fa danni, ma ora ho potuto approfondire l'argomento in maniera più scientifica.
Questa settimana sono stato due giorni in Germania, presso la Training Base Weeze, ad un workshop di un progetto  europeo che tenta di costruire una comunità che affronti in maniera olistica il problema della riduzione dei rischi da disastri naturali. Hanno partecipato sismologi, sociologi, vigili del fuoco, operatori di protezione civile ed esperti di comunicazione di 10 paesi europei.
Ho trovato particolarmente interessante l'intevento del prof. Stewart Kowalski del Gjøvik University College di Stoccolma, sull'impatto che i modelli mentali hanno nella percezione del rischio e nella messa in atto delle politiche di mitigazione. In particolare per quanto riguarda il perchè le politiche di mitigazione sembrano avere sempre più difficoltà ad essere stabilmente inserite nelle pratiche quotidiane della popolazione è stato citato un lavoro di ricercatori del Risk Management and Decision Processes Center della Università della Pennsylvania, intitolato "Perchè non riusciamo ad imparare dai disastri". Per chi non si spaventa dell'inglese e qualche formula l'articolo si scarica a questo link.
L'idea fondamentale del lavoro è che il sistema "prova e  sbaglia"sul quale si basano gran parte dell'esperienza e della cultura umane non funziona per eventi che hanno tempi di ritorno molto lunghi, e che un singolo individuo potrebbe non sperimentare mai. Se da un lato la funzione di trasmissione culturale viene affidata a miti e leggende (il grande diluvio comune a quasi tutti i popoli), dall'altro ogni individuo si forma un modello mentale di cosa sia un disastro, di come questo accada e di come si possa sopravvivergli. A questo punto un modello sbagliato non solo non contribuisce a diminuire il rischio, ma può aumentarlo. La leggenda urbana del terremoto dell'Emilia generato dal fracking, o quello della Lunigiana causato dai militari fanno pensare che  soluzione del problema terremoto non sia l'ediliza antisismica, la microzonzione o l'informazione della popolazione, perchè tanto il terremoto viene causato dai cattivi, ed è loro che bisogna combattere. Mentre la popolazione si indigna fermamente su FaceBook contro un fantasma inesistente, le faglie nel sottosuolo italiano continuano ad accumulare energia, non si iniziano misure di prevenzione e riduzione del rischio, e così andiamo contro il prossimo disastro annunciato. Dopo il prossimo terremoto naturalmente non mancherà un nuovo colpevole antropico, magari l'eccessivo uso dello shampo nelle docce al mare, che percolando nel terreno lubrifica le faglie.


venerdì 21 giugno 2013

Il terremoto in Toscana e gli effetti nel Nord Italia

Il terremoto di questa mattina in Toscana ha avuto un risentimento molto forte nel Nord Italia ed in particolare nel Nord-Est. La mappa dei risentimenti dell'INGV mostra chiaramente una forte propagazione verso Nord ad Est, mentre ad Ovest e Sud dopo poche decine di chilometri gli effetti si attenuano.


Rimando ad un post precedente per spiegare il concetto di direttività, ma anche in questo caso è evidente che le onde sismiche non sono "il sasso nello stagno" che spesso compare sui giornali, con onde concentriche ed uguali che si allontanano dall'epicentro.
La direttività dipende anche dal cosiddetto meccanismo focale, ovvero la descrizione degli sforzi alla sorgente e del piano di faglia che si è mosso. Questo è il meccanismo focale determinato da OGS:

L'orientamento della faglia è Est-Ovest, abbastanza  inusuale per i terremoti appennici che di solito hanno orientamento NW-SE
Inoltre nel nord-est si sono sommati altri due fattori: l'amplificazione delle onde dovute ai sedimenti soffici e la somma delle onde dirette con quelle che hanno viaggiato in profondità nella crosta e sono state rifratte verso la superficie dalla discontinuità di Mohorovicic.
Questo spiega perchè la magnitudo locale dell'OGS è maggiore di quella (più corretta) di INGV. Le stazioni ING sono tutte intorno all'epicentro e fanno una media delle direzioni di maggiore o minore attenuazione, quelle OGS sono tutte sul lato di maggiore ampiezza e danno un valore più grande.

mercoledì 19 giugno 2013

Dubbi dall'Emilia, un anno dopo il terremoto


D.  La ringrazio innanzitutto se dedicherà qualche minuto alla lettura della mia mail. Questa mattina scorrendo la mia home Facebook, leggo un articolo che parla di lei e della sua teoria di un prossimo sisma. L'articolo ha destato il mio interesse perché vivo a Carpi, come lei saprà ,protagonista di eventi sismici recenti. Immaginerà, qui siamo ancora tutti molto spaventati.... Leggendo quanto pubblicato, la sua teoria si baserebbe su calcoli percentuali, se ho capito bene, magnitudo superiore a 5....  ogni 15 anni, ne sono già passati 30 quindi. Ma mi sembra un po' poco....qui da noi i sismografi dei giardini di appassionati fisici/astronomi registrarono, ce ne sono diversi, una magnitudo di 7.1 ben superiore al 5.9 che venne poi considerato ,ci si disse ,facendo la media dei diversi rilevamenti...questo dato non modificherebbe i suoi calcoli? Ossia una forte scossa ci sarebbe già stata. Qui inoltre nelle campagne la terra continua a rumoreggiare sembra quasi brontoli, forse a ragione, dopo tutto quello che le abbiamo fatto. Credo che lei meglio di me sappia che nel caso di un forte sisma al sud, interi paesi si sbriciolerebbero. E poi qui ci sono questi esperimenti per il gasdotto ,e leggo in un articolo di una rivista americana che oggi ci sono più terremoti indotti dall'uomo che naturali.. Davvero non esiste un metodo più preciso per calcolare un eventuale sisma? Non so perché ma fatico a crederlo. Lo spostamento di una massa non corrisponde allo spostamento consequenziale di un'altra?Una scossa in un punto, ne provoca un'altra?  E' vero che si sarebbe creata qui una nuova faglia sotto i nostri piedi come in California? E che c'e' un 50% di probabilità che si verifichi un secondo episodio sismico? Su quali basi?Inoltre se l'Italia e' sempre stata sismica perché si e' lasciato che si ignorasse il problema?...La ringrazio se vorrà consigliarmi qualche testo da leggere per approfondire l'argomento perché io non capisco più dov'è il vero e dove invece si parla solo per vedere chi ha più 'mi piace'.

R. Cara signora,
l'esempio che io faccio sempre ai volontari che devono parlare con i cittadini di come ridurre il rischio sismico è sempre lo stesso, una metafora dalla medicina.
Se andiamo dal medico e ci dice che con il colesterolo a oltre 400, fumando 2 pacchetti al giorno, con l'ipertensione e senza attività fisica il nostro cuore potrebbe cedere presto, non ci arrabbiamo perché il medico non ci sa dire a che ora e giorno ci verrà un infarto e quante coronarie si occluderanno, ma se lo vogliamo possiamo mettere in campo azioni per ridurre il nostro rischio cardiovascolare.
Il sismologo e l'ingegnere antisismico le possono dire prima del terremoto che la sua casa sorge in una zona sismica, che presenta una elevata vulnerabilità strutturale e che i terreni amplificheranno il moto sismico o che potrebbero liquefarsi. Non sono informazioni più che sufficienti per mettere in atto azioni per ridurre il rischio anche senza prevedere data e ora? Certo, bisognerebbe informarsi, anziché nascondere la testa sotto la sabbia e sperare che il prossimo evento capiti a qualcun altro. Ma non è lo stesso per chi si sottopone a check-up anziché sperare che il malanno capiti ad un altro?
Quanto alle magnitudo 7.1 registrate da amatori con un sismografo al secondo piano, le prego di credere che le reti professionali sanno fare di meglio. Certo, in una nazione dove anziché farsi fare una TAC c'è gente che va ancora dalla mammana a farsi "segnare" o per togliere il malocchio posso capire che la tentazione del fai da te sia presente, ma non mi sembra molto efficace. Vede, la sismologia è una scienza globale, un terremoto di 7.1 verrebbe registrato in tutto il pianeta, qualsiasi rete scientifica se ne accorgerebbe, e non abbiamo bisogno del sismofilo che ci corregga i numeri. Consideri che per alcuni eventi le magnitudo INGV erano superiori a qualle degli enti stranieri. Niente di strano, si tratta di numeri che sono affetti da un errore nella stima, come qualsiasi operazione di misura: il sito CRS-OGS rende esplicito questo errore. Se ci arriva una multa per eccesso di velocità in autostrada, ci comunicano che non abbiamo superato i 130 km/h ma i 137, per via del 5% di errore di misura dello strumento. Qualcuno pensa che ci sia un complotto tra tutti gli agenti della stradale per dare velocità più basse del vero? Credo di no, e allo stesso modo non c'è nessun complotto mondiale tra sismologi. Come fa notare nel suo blog il sismologo inglese Robert Musson, i sismologi dovrebbero essere veramente stupidi per avere un interesse a diminuire le magnitudo o la pericolosità quando ci sono interi settori scientifici che sono accusati di "gonfiare" il problema per avere più fondi (vedi la ricorrente querelle con i climatologi per l'effetto serra).
Quanto alla sismicità indotta, certo che esiste. Glielo assicura uno che ha scritto quasi la metà dei (pochi) articoli disponibili sull'argomento in Italia. Questo non significa che ora tutti i terremoti sono causati dall'uomo. Il mio blog voleva richiamare l'attenzione su un semplice numero: in Italia siamo a conoscenza di dati storici su 69 terremoti sopra magnitudo 6.3 e circa 200 oltre magnitudo 5.5. Sono capitai in periodi in cui l'uomo non poteva causare niente. Non sono numeri abbastanza preoccupanti? Oppure possiamo sperare che quello che è successo in passato non si ripeta, ma è una speranza piuttosto mal riposta.
Infine un suggerimento. Una possibile classifica della fiducia su Internet la può fare guardando se sul sito, blog o pagina che sia compaiono pubblicità o inserzioni a pagamento. Spesso si cerca l'attenzione per motivi puramente commerciali.
Se non le dispiace renderò pubblica questa lettera sul mio blog perchè penso che rispondendo a lei rispondo anche a molte altre persone.
Cordiali Saluti,
Marco Mucciarelli

martedì 18 giugno 2013

Allarmismo o prevenzione?


D... Ritengo giusto tenerla al corrente di determinate voci che corrono su pareri dati da lei e che sono arrivati fino ai giornali della campania e del lazio, allarmando non poco le persone. Magari lei ne sarà già a conoscenza, magari sarà la verità, ma ritengo giusto di chiederle una conferma o almeno informarla... Potrei sembrarle invadente e un pò pazza.
Ma so cosa vuol dire sentirsi vittima dei giornalisti che cambiano totalmente il senso delle parole, e soprattutto l'allarmismo che in maniera sporadica si avverte tra la gente.

R... La ringrazio molto della sua lettera, ma non posso leggere tutto quello che i giornali pescano dal mio blog.
Quello che volevo dire l'ho detto qui ed anche al corso per i volontari di protezione civile del progetto "Terremoto Io non rischio", campagna di cui sono tra i fondatori.
Per il resto non so cosa dirle. Io penso di fare il mio dovere per la riduzione del rischio sismico.
Oggi ho passato la giornata con colleghi per stendere un progetto europeo per una grande esercitazione di protezione civile. Domani sono a Roma per una audizione della commissione internazionale istituita dopo il terremoto dell'Emilia. Tornerò a Trieste per l'open day di sabato presso i laboratori dell'OGS dove tutti i cittadini potranno visitare un grande ente di ricerca e vedere cosa si fa nel nostro mestiere. La settimana prossima sarò due giorni in Germania in un centro di ricerca e addestramento per una riunione di esperti  a supporto della nascente protezione civile europea.
Non mi sembra di dedicare tutto il mio tempo al cazzeggio su internet per "diventare famoso" (al proposito e quanto ai guai di rendere pubbliche le proprie opinioni sono abbastanza stagionato per ricordarmi di quando andavano  di moda Andy Wahrol e Marshall McLuhan: "In the future, everyone will be world-famous for 15 minutes" e  "Publication is a self-invasion of privacy").
Forse ci sono persone che ritengono "allarmistico" scrivere sulle sigarette che il fumo causa tumori ed infarti, ma la mortalità per certe malattie diminuisce solo quando se ne parla e le si affronta.
Lo stesso è per il terremoto, che per essere reso inoffensivo richiede cittadini responsabili ed informati.
Se ci sono persone che preferiscono abbattere un pilastro in casa durante una ristrutturazione, o aumentare le aperture o addirittura costruire abusivamente, se preferiscono risparmiare sulla perizia geologica e la progettazione antisismica quando costruiscono casa, se anziché andare dal sindaco a chiedere di vedere il piano di protezione civile o la mappa di microzonazione sismica si rivolgono al primo cittadino solo per chiedere l'ennesima deroga al piano regolatore, se preferiscono pregare i loro santi preferiti e/o grattarsi metalli umani, il loro "problema terremoto" non cala, ma cresce e crescerà sempre.
Se invece ci saranno in futuro più cittadini responsabili che capiscono che non importa dove colpirà il prossimo terremoto in Italia perché tutti saremo chiamati ad occuparcene, che sanno dell'esistenza di un piano nazionale per la riduzione del rischio sismico che finanzia anche i privati che vogliono risttrutturare edifici a rischio,  che hanno appreso come comportarsi prima durante e dopo un terremoto, e che preferiscono 1000 interventi di adeguamento antisismico ad una grande opera inutile, allora avremo fatto qualcosa di utile per le generazioni future.
Del terremoto bisogna pre-occuparsene, ovvero pensarci prima.
Dopo sono solo lacrime di coccodrillo e sensi di colpa lavati con un SMS da due euro.
Di danni e vittime ne ho viste abbastanza, essendo stato sui posti colpiti da tutti i terremoti italiani con danni gravi degli ultimi 20 anni (Umbria-Marche, Pollino,  Molise, Abruzzo, Emilia) ed anche all'estero in Turchia, Grecia, Slovenia, Colombia e Nuova Zelanda. Vorrei evitare di vedere ancora molti danni e vittime nel mio paese. E' allarmismo? Non so, forse anche fumare fa bene.

lunedì 10 giugno 2013

Il prossimo terremoto forte in Italia e la Confederation Cup

Recentemente il Capo Dipartimento della Protezione Civile ha richiamato l'attenzione sul fatto che potrebbe essere imminente un evento sismico catastrofico in Italia (tipo Friuli o Irpinia, per richiamare i più recenti).
Ci sono state reazioni scomposte, da chi ha gridato all'inutile allarmismo a chi si meraviglia visto che si ripete sempre che i terremoti non si possono prevedere.
Non si tratta però di previsione (luogo, data e magnitudo precisi) quanto di una stima molto ragionevole.
In Italia ci sono stati tra il 1100 ed oggi 59 terremoti catastrofici (con magnitudo maggiore o uguale a 6.3). La loro distribuzione nel tempo è quella della figura qui sotto.

Il conto della serva ci dà una media di un terremoto ogni 900/59=15,25 anni. Ora, il terremoto dell'Irpinia nel 1980 è stato l'ultimo di questa classe di eventi, ormai 33 anni fa. Sono quindi passati più del doppio della media degli anni da quel terremoto, e già questo sarebbe preoccupante.
Le cose diventano ancora più serie se guardiamo come sono distribuiti gli anni trascorsi tra due terremoti catastrofici, dando un'occhiata al grafico sottostante.

Se guardiamo quante volte ci sono stati intervalli più corti di 33 anni scopriamo che sono stati il 90%. Dovremmo essere molto fortunati per sperare che terremoti così forti ritardino ancora molto.
Tra l'altro, 6 di questi 7 "ritardatari" sono avvenuti prima del 1600 e non possiamo escludere di esserci persi le informazioni su qualche terremoto storico. Se guardiamo i casi dopo il 1600 c'è solo un intervallo più lugo dell'attuale, i 38 anni tra il terremoto dell'Irpina del 1930 ed il terremoto del Belice del 1968. Quindi siamo vicini al periodo più lungo senza terremoti catastrofici da quando la memoria storica e completamente affidabile.
E circa le voci che girano su un forte terremoto al Sud entro due anni? (in realtà la voce è uscita l'anno scorso e quindi sarebbe rimasto solo un anno).
Vogliamo accettare la scommessa? Ragioniamo come un bookmaker. Qual'è la possibilità che per puro caso ci sia un forte terremoto al Sud nei prossimi due anni? Definiamo terremoti forti quelli con magnitudo superiore a 5.5, ovvero quelli con elevata probabilità di fare danni e feriti. Di questi eventi ce ne sono stati tra il 1000 ed il 2012 ben 250, quindi circa uno ogni 4 anni. La probabilità che ne venga uno in due anni la possiamo assumere attorno al 50%. E dove avverrà? Al Nord o al Sud?
Il grafico qui sotto ci fa vedere la distribuzione di questi terremoti forti in funzione della latitudine.

Dividendo brutalmente l'Italia in due metà quasi uguali a Nord e a Sud del 43°parallelo, si vede che al Sud sono capitati il 60% dei terremoti forti.
La probabilità che al Sud capiti un terremoto forte in due anni qualsiasi (inlcusi quindi i prossimi due) è pari al 60% del 50%, ovvero al 30%.
Non è una probabilità bassa per scommettere.
Un bookmaker darebbe una quota 3/1. Per la prossima Confederation Cup il Brasile è dato  1,4/1  la Spagna 1,75/1, l'Italia 7/1 e L'Uruguay 10/1.
Insomma c'è più del doppio delle probabilità che venga un forte terremoto al Sud nei prossimi due anni rispetto alla vincita dell'Italia in Brasile. Nessuno è tifoso, vero?

"Anomalo" terremoto in Australia

Ieri è stato registrato in Australia un terremoto di magnitudo poco superiore a 5. Sulla rete sono subito comparse dichiarazioni circa un evento raro, anomalo, inspiegabile.
Come spesso accade, sono tutte interpretazioni fasulle.
Infatti:

1) terremoti di magnitudo superiore a 5 sono tutt'altro che rari. Il cratone australiano è notoriamente il meno stabile dei continenti. Occasionalmente ci sono morti e feriti come accadde a fine anni '80 a Tennant Creek. Una lista dei terremoti forti e recenti in Australia si trova qui: http://www.ga.gov.au/hazards/earthquakes/earthquake-basics/historic.html
3) il rischio sismico dell'Australia è tutt'altro che nullo. La mappa aggiornata si trova qui http://www.ga.gov.au/darwin-view/hazards.xhtml